La trattativa per il contratto 2025-2027 dell’Area Sanità è entrata ufficialmente nel vivo. Il primo confronto, svolto ieri pomeriggio, ha segnato l’avvio del negoziato per oltre 138 mila dirigenti del Servizio sanitario nazionale, tra medici, dirigenti sanitari, veterinari e dirigenti delle professioni sanitarie. Ma il debutto del tavolo ha già fatto emergere il nodo centrale del rinnovo: come conciliare la necessità di rendere più efficiente l’organizzazione del lavoro con la richiesta sindacale di non scaricare sugli operatori la carenza cronica di personale.
I sindacati
Al tavolo, Cimo-Fesmed ha chiesto all’Aran una prima bozza di articolato e ha espresso preoccupazione per alcuni contenuti dell’atto di indirizzo delle Regioni. Secondo la federazione, il riferimento alle difficoltà di copertura dei fabbisogni di personale non può diventare il presupposto per modifiche peggiorative su orario di lavoro, attività fuori sede, pronta disponibilità e diritti già acquisiti.
Anaao Assomed guarda al nuovo rinnovo come al passaggio in cui trasformare la tempestività del tavolo in risultati concreti. Per il sindacato, il contratto 2025-2027 dovrà misurarsi con la tenuta quotidiana del lavoro nei reparti e intervenire su progressioni di carriera, sicurezza, organizzazione dei turni e qualità della vita professionale. La posizione è quella di un confronto aperto, ma non al ribasso, soprattutto se le difficoltà degli organici dovessero diventare il presupposto per aumentare flessibilità e carichi di lavoro..
Fp Cgil Medici e Dirigenti SSN ha invece posto con forza il tema dell’indennità di specificità dei dirigenti sanitari e delle professioni sanitarie, giudicando insufficiente il finanziamento previsto rispetto a quello destinato a medici e veterinari. Una questione che il sindacato considera centrale per evitare nuove sperequazioni interne alla dirigenza del Servizio sanitario nazionale.
In attesa della bozza di Aran, il calendario della contrattazione prosegue già il 5 maggio con il tavolo del comparto Sanità, distinto da quello dei medici e della dirigenza sanitaria.
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