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Autosufficienza di sangue e plasma, il Programma 2026 arriva in Conferenza. Per la Sicilia quasi 400 mila euro

mercoledì 5 Agosto - 2026 | di Giorgia Görner Enrile | Categorie: Lavoro

Mantenere l’autosufficienza nazionale dei globuli rossi, aumentare il plasma destinato alla produzione di medicinali e ridurre le differenze tra le reti regionali. Sono gli obiettivi indicati dal Ministero della Salute per il 2026 nel documento trasmesso alla Conferenza Stato-Regioni.

Lo schema del Programma di autosufficienza nazionale del sangue e dei suoi prodotti per il 2026 è stato predisposto dal Ministero sulla base delle indicazioni del Centro nazionale sangue e delle Strutture regionali di coordinamento. Il testo individua consumi, fabbisogni, livelli di produzione, compensazioni interregionali, obiettivi per il plasma e criteri di finanziamento. Ora dovrà ottenere l’accordo della Conferenza Stato-Regioni. I valori relativi al 2025 derivano in parte dal metodo del rolling year e potranno quindi registrare lievi aggiustamenti nel consuntivo definitivo.

Il Programma 2026

Nel 2025 il sistema italiano ha prodotto 2.473.474 unità di concentrati eritrocitari, pari a 42 ogni mille abitanti. La produzione ha soddisfatto una domanda attestata a 40 unità ogni mille ed è rimasta sostanzialmente stabile rispetto al 2024. Le compensazioni effettive tra Regioni hanno riguardato poco più di 54 mila unità. Si sono concentrate soprattutto su Sardegna e Lazio e, in misura inferiore, sulla Sicilia.

Per il 2026 lo schema conferma il sostegno delle Regioni con maggiore capacità produttiva a quelle che presentano carenze strutturali o stagionali. Ribadisce inoltre la necessità di organizzare la convocazione dei donatori in base alle esigenze reali degli ospedali. Un’attenzione particolare riguarda il periodo tra giugno e settembre, quando la diminuzione delle donazioni può incidere sulla disponibilità di sangue.

La programmazione dovrà prevenire sia le carenze sia l’accumulo di unità non necessarie. L’obiettivo è ridurre anche l’eliminazione degli emocomponenti per scadenza. Il testo richiama inoltre le Regioni alla predisposizione dei documenti annuali di programmazione, già previsti dalla normativa. Dovranno contenere azioni, responsabilità, tempi, risorse e indicatori. Nel 2025 soltanto l’Abruzzo e la Provincia autonoma di Trento hanno reso disponibili i propri documenti collegati al precedente Programma.

Sul fronte clinico, il Ministero rilancia il Patient Blood Management. Si tratta di strategie che migliorano la gestione del sangue del paziente, rafforzano l’appropriatezza trasfusionale e riducono le trasfusioni evitabili. Il documento segnala che soltanto un terzo delle strutture ospedaliere italiane ha raggiunto un buon livello di applicazione del modello. Inoltre, il ricorso ai globuli rossi resta più alto rispetto a quello registrato nei Paesi europei con condizioni socioeconomiche e sanitarie comparabili. Le Regioni dovranno quindi intervenire non soltanto sulla quantità raccolta, ma anche sull’utilizzo appropriato del sangue e dei medicinali plasmaderivati.

Il Programma promuove una maggiore diffusione della telemedicina nei servizi trasfusionali. Gli strumenti digitali possono sostenere alcune attività di selezione e assistenza del donatore, integrando le prestazioni svolte in presenza. Il testo rafforza anche il controllo sulla qualità organizzativa. Dal 2026 una piattaforma nazionale dovrebbe raccogliere gli indicatori regionali su accreditamento, verifiche, formazione del personale, gestione del rischio e non conformità.

Il documento conferma inoltre il monitoraggio mensile da parte del Centro nazionale sangue. Gli esiti saranno valutati insieme al Ministero, alle Strutture regionali di coordinamento, alle associazioni dei donatori e alle organizzazioni dei pazienti. In caso di scostamenti dagli obiettivi, potranno essere introdotti correttivi sui volumi raccolti, sull’organizzazione delle attività e sulle compensazioni tra territori.

In materia di maxi-emergenze, il Programma richiama le disposizioni del Piano strategico nazionale approvato nel 2016. Tutte le Regioni dovranno mantenere la scorta prevista per il supporto trasfusionale negli eventi eccezionali. Il Ministero raccomanda di non utilizzare queste riserve per affrontare le ordinarie carenze stagionali, soprattutto durante l’estate. Le scorte per le maxi-emergenze dovranno quindi restare separate da quelle impiegate nella gestione quotidiana della rete ospedaliera.

La Sicilia

Nel 2025 la Sicilia ha prodotto 209.351 unità di concentrati eritrocitari, contro le 208.957 dell’anno precedente. La crescita si ferma allo 0,19%, ma in termini assoluti colloca l’Isola al terzo posto nazionale, dopo Lombardia e Veneto. La produzione raggiunge 43,8 unità ogni mille abitanti, sopra il valore italiano di 42 e oltre la soglia di riferimento fissata a 40. Nello stesso periodo gli ospedali siciliani hanno utilizzato 200.789 unità, poco meno delle 200.985 del 2024. Il consumo si attesta a 42 unità ogni mille abitanti. Su base annuale l’Isola produce quindi più globuli rossi di quanti ne trasfonda e registra un indice di autosufficienza positivo del 4,26%, in aumento rispetto al 3,97% dell’anno precedente.

Il saldo positivo non elimina le difficoltà che possono emergere in determinati mesi, territori o aziende ospedaliere. Nel 2025 la Sicilia ha acquisito 2.129 unità di concentrati eritrocitari da altre Regioni, contro le 3.267 del 2024. La riduzione supera il 34%. Le acquisizioni erano state 2.335 nel 2021, 2.147 nel 2022 e 2.395 nel 2023. Il valore del 2025 rappresenta quindi il dato più basso dell’ultimo quinquennio, pur restando vicino ai livelli precedenti all’aumento registrato nel 2024. Per numero di unità ricevute, la Sicilia si colloca al terzo posto tra le Regioni che ricorrono alla compensazione, dopo Sardegna e Lazio.

Per il 2026 la Regione programma la produzione di 211.400 unità di concentrati eritrocitari, ancora il terzo volume più elevato d’Italia. Prevede inoltre l’acquisizione di altre 1.700 unità da fuori Sicilia. La previsione ridurrebbe ulteriormente il ricorso alle compensazioni, ma confermerebbe la necessità di garantire la disponibilità durante tutto l’anno, soprattutto nei periodi in cui la raccolta rallenta.

Sul plasma, nel 2025 l’Isola ha conferito 75.737 chilogrammi, comprendendo anche la quota destinata al trattamento con solvente detergente. Per volume complessivo la Sicilia si colloca al quinto posto nazionale, dopo Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte. Nel 2024 il totale aveva raggiunto 73.895 chilogrammi, mentre nel 2023 superava di poco i 71 mila. Considerando anche la quota destinata al trattamento con solvente detergente, l’indice regionale raggiunge circa 15,8 chilogrammi ogni mille abitanti. Il dato si colloca in linea con la media italiana, ma resta sotto la soglia strategica di 18 chilogrammi indicata dal Ministero. Quel livello serve a ridurre la dipendenza dal mercato per l’approvvigionamento di immunoglobuline e albumina.

Per il 2026 la Sicilia programma l’invio all’industria di 76.500 chilogrammi di plasma. Il valore resterebbe inferiore agli 86.029 chilogrammi corrispondenti alla soglia nazionale calcolata sulla popolazione regionale. Il Programma colloca comunque l’Isola tra le Regioni autosufficienti o eccedentarie per i globuli rossi e con un conferimento di plasma pari o superiore alla media nazionale, ma ancora inferiore al parametro dei 18 chilogrammi.

Le risorse per l’Isola

Lo schema prevede 6 milioni di euro per il 2026 destinati agli interventi per l’autosufficienza nella produzione di medicinali plasmaderivati. Secondo il riparto previsto, alla Sicilia spetterebbero 397.304 euro. La cifra è calcolata in base alla popolazione residente, ai quantitativi di plasma conferiti nel 2025 e alla programmazione del nuovo anno.

Il riparto nazionale assegna il 50% delle risorse in base alla popolazione. Un’altra quota del 30% dipende dall’efficienza raggiunta nel conferimento del plasma. Il restante 20% tiene conto degli incrementi programmati. Il testo prevede che il Ministero eroghi i fondi entro il 31 marzo 2027, dopo la verifica degli indicatori. Le risorse sarebbero destinate a migliorare l’organizzazione delle strutture dedicate alla raccolta, alla qualificazione e alla conservazione del plasma.

La capacità di raccolta incide anche sugli acquisti di medicinali plasmaderivati. Per la Sicilia il documento stima una copertura del 71% sia per le immunoglobuline sia per l’albumina. La parte non coperta dai medicinali ottenuti attraverso la lavorazione del plasma regionale potrebbe comportare una spesa teorica di 7,30 milioni di euro per le immunoglobuline e di 2,95 milioni per l’albumina. Non si tratta di spese già rendicontate, ma di stime elaborate sulla domanda regionale, sulla resa del plasma conferito e sui costi medi di acquisto.

Il Programma attende ora l’accordo della Conferenza Stato-Regioni, necessario per completare l’iter del provvedimento. Al momento non risulta ancora indicata la seduta nella quale il testo sarà esaminato. Dopo l’intesa, il Ministero potrà procedere con l’adozione definitiva e la successiva pubblicazione del decreto.

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