Un modello di IA, sviluppato dall’Università di Seul, è più efficace nella diagnosi automatica dell’infarto a partire da un Ecg standard. A dimostrarlo uno studio che evidenzia un numero maggiore di diagnosi più precise rispetto ai cardiologi.
L’algoritmo, che i cardiologi stanno testando in più di 100 pazienti, ha dimostrato di avere un’accuratezza del 98,7% nell’individuazione di un infarto miocardico grave Stemi. Inoltre, l’IA è stata in grado di smascherare false diagnosi di infarto.
I dati e l’IA
Ogni anno circa 120mila italiani hanno un infarto acuto del miocardio e di questi 25mila muoiono prima di arrivare in ospedale. In Sicilia sono circa 1.250 i decessi tra gli uomini di tutte le eta), con un tasso grezzo di 51.1 per 100.000 abitanti, e 837 decessi tra le donne con un tasso pari a 32.2 per 100.000 abitanti.
Lo Stemi è provocato da una occlusione coronarica completa, che beneficiano di un’angioplastica e uno stent urgente. Per questi pazienti ogni minuto conta e la possibilità di una diagnosi tempestiva è fondamentale per la sopravvivenza.
“Il modello di intelligenza artificiale che stiamo testando ha la possibilità di avere informazioni aggiuntive non evidenziabili dall’occhio umano, come la funzione del ventricolo sinistro, il ritmo cardiaco o la presenza di un versamento pericardico partendo da un semplice Ecg. “Basterà fotografare con uno smartphone l’Ecg di un paziente con dolore toracico per ottenere la diagnosi di infarto e la sua gravità, in tempi rapidissimi”. A spiegarlo Ciro Indolfi, past-president della Sic e leader italiano dello studio sull’IA nei pazienti con sindromi coronarica acuta.
L’esperto
“Questa tecnologia potrebbe consentire di ridurre ulteriormente l’impatto delle malattie cardiovascolari, prima causa di morte in Italia sia nell’uomo che nella donna – evidenzi il cardiologo Giovanni Raineri, consulente della Regione Siciliana per la prevenzione alle malattie cardiovascolari -. Ricordiamoci, però, che l’IA non deve sostituire il medico, ma è una tecnologia di supporto che può aiutare nelle diagnosi, con maggiore precisione e velocità, per effettuare un trattamento mirato e più efficace sui pazienti”.








