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Radio-embolizzazione trans-epatica: una terapia di precisione contro il cancro al fegato e al colon-retto

lunedì 16 Dicembre - 2024 | di Giorgia Görner Enrile | Categorie: Innovazione, Salute

L’Aoor Villa Sofia – Cervello di Palermo è un punto di riferimento per la Radio-embolizzazione trans-epatica (TARE), una procedura complessa ma rivoluzionaria per il trattamento mirato dei tumori epatici, ma anche di altre neoplasie.

Per approfondire questa terapia in continua evoluzione, abbiamo intervistato il dott. Salvatore Ialuna, direttore facente funzione della Medicina Nucleare dell’Aoor, il quale ci spiega le peculiarità di questa tecnica e le sue prospettive future per una medicina sempre più di precisione e personalizzata.

Come si sviluppa la TARE?

La radio-embolizzazione trans-epatica è una terapia che combina la precisione della medicina nucleare con le tecniche interventistiche. Si tratta di una procedura in due fasi: nella prima, diagnostica, raggiungiamo il tumore epatico tramite l’arteria femorale e l’arteria epatica per studiare come è perfusa la massa tumorale. Utilizziamo un tracciante radioattivo, solitamente marcato con tecnezio, per identificare eventuali shunt (passaggi di sangue anomali) o controindicazioni, come il rischio di dispersione del materiale radioattivo verso polmoni o intestino. Nella seconda fase, terapeutica, iniettiamo microsfere marcate con un radioisotopo terapeutico, come l’ittrio-90. Queste rimangono intrappolate nel letto arterioso che nutre il tumore e rilasciano radiazioni beta per distruggere selettivamente il tessuto maligno“.

Per cosa è indicata?

La TARE è indicata per tumori epatici primitivi, come l’epatocarcinoma, e per metastasi epatiche da altre neoplasie, come il carcinoma del colon-retto. È particolarmente utile per pazienti con malattie epatiche avanzate, spesso già compromessi dalla cirrosi, che non possono affrontare trattamenti sistemici o chirurgici. Inoltre, la TARE trova impiego nel downstaging, cioè nel ridurre la dimensione del tumore per rendere i pazienti idonei al trapianto di fegato, o nel bridging, per controllare la progressione della malattia mentre si attende il trapianto“.

Quali sono i vantaggi della TARE?

“Il principale vantaggio è la selettività. La radiazione colpisce solo il tumore, risparmiando il tessuto sano circostante, un aspetto cruciale nei pazienti con fegato compromesso. Inoltre, questa terapia offre un’alta attività tumoricida e un buon profilo di sicurezza. In molti casi, riusciamo ad allungare significativamente la sopravvivenza libera da malattia senza effetti collaterali rilevanti”.

Perché è fondamentale un’equipe multidisciplinare?

Il successo della TARE dipende dalla collaborazione, sinergia e empatia tra diverse figure: il medico nucleare, il radiologo interventista, il fisico medico, gli oncoepatologi, il personale infermieristico ed i tecnici di radiologia medica. Il nostro approccio multidisciplinare ci permette di pianificare ogni trattamento in modo personalizzato, tenendo conto delle caratteristiche del tumore e delle condizioni generali del paziente. Discutiamo i casi settimanalmente, sia per valutare i nuovi candidati alla TARE sia per monitorare i risultati dei pazienti trattati“.

Quali sono le prospettive future?

Villa Sofia Cervello è stata il primo centro in Sicilia ad adottare la TARE nel 2015 e abbiamo trattato oltre 250 pazienti con più di 450 procedure tra fase diagnostica e terapeutica. Purtroppo, attualmente siamo fermi per lavori di ristrutturazione, ma contiamo di riprendere le attività entro metà anno con nuove apparecchiature di ultima generazione. Il futuro della medicina nucleare si orienta verso terapie sempre più personalizzate, come i radio-ligandi recettoriali (RLT), che combinano diagnostica e trattamento in un unico approccio integrato (Teranostica). La TARE rimarrà una delle opzioni fondamentali per i pazienti con tumori epatici“.

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