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Papa a Lampedusa, il 118 guida la maxi macchina sanitaria: attese 10mila persone

giovedì 2 Luglio - 2026 | di Giorgia Görner Enrile | Categorie: Lavoro, News ed eventi

Conto alla rovescia per l’arrivo di Papa Leone XIV a Lampedusa. Tre ore e mezza di visita, due giorni di macchina sanitaria e mesi di programmazione alle spalle. Il 4 luglio l’isola concentrerà in una sola mattinata un evento religioso, istituzionale e simbolico, con circa 10mila persone attese.

La macchina sanitaria sarà costruita attorno al percorso del Pontefice, con tende di primo soccorso, ambulanze, elicotteri, idroambulanza, specialisti al Punto territoriale di emergenza (PTE) e personale sistemato sulle navi messe a disposizione per l’occasione.

Il Papa arriverà alle 9 e ripartirà alle 12.30. In quelle ore Lampedusa dovrà gestire collegamenti complessi, percorsi sanitari dedicati e una rete di emergenza che coinvolge l’isola, Palermo, Agrigento e Trapani, senza interrompere la risposta sanitaria ordinaria.

La prima tappa sarà al cimitero, con un omaggio floreale sulle tombe, poi alla Porta d’Europa e al Molo Favaloro, dove benedirà la targa che intitola il molo a Papa Francesco e saluterà alcuni migranti. Alle 10.30 celebrerà la Messa con l’immagine della Madonna di Porto Salvo esposta sul palco. Al termine sono previsti i saluti alle autorità, ai bambini ammalati e ai volontari, prima della partenza.

Proprio per la natura dell’evento, la pianificazione sanitaria è stata costruita con criteri da grande manifestazione. La visita rientra in una fascia di rischio moderato-elevato, con punteggio 33 nella classificazione dell’evento e 40,4 secondo l’algoritmo di Maurer. Afflusso previsto, logistica dell’isola e collegamenti complessi richiedono presidi, mezzi e personale oltre la copertura ordinaria.

La regia sanitaria 

A coordinare la macchina sanitaria sarà Fabio Genco, dalla Centrale operativa del 118 Palermo-Trapani. La direzione dei soccorsi sanitari della manifestazione sarà affidata a Biagio Bonanno e Marco Palmeri, nel ruolo di direttori dei soccorsi sanitari, mentre il coordinamento infermieristico farà riferimento a Gaetano Di Fresco. Il piano coinvolge anche il Servizio 6 Emergenza Urgenza Sanitaria, Isole Minori, Aree Disagiate e Numero Unico Emergenza 112 dell’assessorato regionale della Salute. Una regia pensata per collegare in tempo reale 118, Asp Palermo, Croce Rossa Italiana, Protezione civile, Comune di Lampedusa e presidi ospedalieri di riferimento.

Due unità mobili di radiocomunicazione, gestite da Sicilia Emergenza Urgenza Sanitaria 118, SEUS 118, e Croce Rossa Italiana (CRI), costituiranno il centro di comando dei soccorsi sanitari. Le radio di servizio collegheranno Posto medico avanzato (PMA), ambulanze, auto di coordinamento e squadre appiedate, mentre ogni spostamento dei mezzi dovrà passare dalla centrale di coordinamento.

Ogni prestazione sanitaria avrà una dicitura dedicata che permetterà di distinguere gli interventi legati all’evento dall’attività ordinaria e di ricostruire, a fine giornata, il volume reale delle prestazioni effettuate.

Il cronoprogramma

Il 3 luglio alle 10 si terrà al PTE di Lampedusa il briefing di tutto il personale sanitario, medico e infermieristico, con 118, medici dell’emergenza territoriale, responsabili del PMA, ambulanze e squadre appiedate. Dalle 11 alle 13 è previsto il controllo dell’idoneità delle ambulanze presso il PTE. Alle 18 scatterà l’allestimento del PMA e della tenda di primo soccorso.

La giornata del 4 luglio inizierà presto. I servizi sanitari partiranno alle 7, mentre l’afflusso del pubblico al campo sportivo è previsto dalle 8. La conclusione è fissata alle 14, con chiusura delle schede di intervento e report finale.

Mezzi, personale e presidi

La rete dei soccorsi prevista copre terra, mare e cielo. Saranno impiegate tre auto di coordinamento del 118 con medico responsabile dei soccorsi sanitari, una auto di coordinamento dell’Asp Palermo, quattro Mezzi di soccorso avanzato (MSA), due Mezzi di soccorso di base (MSB), un PMA di secondo livello, una tenda di primo soccorso, due unità radiomobili per le comunicazioni e otto squadre appiedate composte da quattro soccorritori ciascuna.

La squadra sarà composta da sei medici rianimatori del 118, sei medici tra Asp Palermo e Croce Rossa Italiana, dodici infermieri tra Asp, Croce Rossa e 118, venti autisti soccorritori e cinque autisti per le auto di coordinamento, per un totale di 49 operatori.

L’assistenza sarà organizzata su due livelli. Un’ambulanza medicalizzata del 118 seguirà il corteo del Pontefice, mentre le altre ambulanze saranno distribuite nell’area del campo sportivo per l’assistenza al pubblico.

Alla copertura su strada si aggiungono l’idroambulanza 118 al porto di Lampedusa e due elicotteri 118, ELI Lampedusa ed ELI Pantelleria, all’aeroporto dell’isola. I due elicotteri saranno disponibili per eventuali trasferimenti di pazienti con patologie tempo-dipendenti.

PMA, tenda di primo soccorso e ambulanze verranno collocati lungo il perimetro del campo sportivo, con aree transennate e presidiate da Protezione civile e forze dell’ordine. Sono previsti cordoni sanitari e vie di fuga per le ambulanze, così da garantire percorsi dedicati ai soccorsi durante l’afflusso del pubblico ed evitare che la folla rallenti l’accesso dei mezzi o l’uscita dei pazienti verso il presidio sanitario dell’isola.

La macchina sanitaria comprende anche una componente di massima cautela. In caso di necessità, il Direttore dei soccorsi sanitari potrà chiedere, d’intesa con il medico della Centrale operativa 118 Palermo-Trapani, ulteriori medici, infermieri, ambulanze aggiuntive, elicottero del 118 e intervento del nucleo nucleare, biologico, chimico e radiologico (NBCR). I presidi ospedalieri territoriali entreranno in allerta anche per l’eventuale massiccio afflusso di feriti e per l’attivazione dei Piani di emergenza interna per il massiccio afflusso di feriti (PEIMAF).

La rete dei presidi

La strategia punta a gestire sul posto i casi meno gravi, evitando di sovraccaricare il PTE. I soccorritori appiedati accompagneranno le persone al PMA, alla tenda di primo soccorso o alle ambulanze più vicine, riservando il trasferimento alle situazioni che richiedono una presa in carico più articolata.

Il Punto territoriale di emergenza di Lampedusa diventa così il presidio sanitario centrale dell’isola. L’Asp Palermo ha potenziato il personale sanitario nelle strutture coinvolte e attiverà una sala visita dedicata al Papa. Per le eventuali emergenze della giornata sarà garantita la copertura specialistica nelle aree internistica, chirurgica, cardiologica, ortopedica, radiologica, pediatrica e ginecologico-ostetrica

La gestione dell’evento comprende anche l’assistenza alle persone più fragili. Un adulto accompagnatore seguirà i minori che dovranno raggiungere l’ospedale, un accorgimento pratico che tiene insieme sicurezza, tutela e continuità dell’assistenza, soprattutto in un contesto affollato.

La rete ospedaliera di riferimento supera il perimetro dell’isola. In caso di necessità, i pazienti potranno raggiungere il PTE di Lampedusa, l’Arnas Civico Di Cristina Benfratelli di Palermo, l’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento e l’ospedale Sant’Antonio Abate di Trapani. Per il Papa, l’organizzazione individua invece l’ISMETT e, come ulteriore riferimento l’Arnas palermitana.

Il peso dell’evento

Per l’evento a Lampedusa sono stati mobilitati non solo mezzi e personale, ma anche fondi pubblici. La Regione Siciliana ha annunciato 3,4 milioni di euro tra opere infrastrutturali, sicurezza e assistenza per la visita di Papa. A questi si aggiungono i fondi urgenti del Governo nazionale. Sono stati infatti stanziati circa 2,5 milioni di euro complessivi per la visita e per celebrare gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi.

Una parte degli interventi resterà sull’isola, dal rifacimento delle strade del percorso papale alla sistemazione di Molo Favaloro e dell’approdo di Cala Pisana, fino alla ricostruzione del campanile della Chiesa Madre di San Gerlando. Un’altra parte riguarda invece la macchina dell’evento, con produzione, allestimenti, accoglienza, sicurezza e logistica.

La Protezione civile regionale porterà circa 250 volontari, 70 mezzi e due colonne mobili partite il 30 giugno e il 2 luglio. Il campo base sarà allestito sulle navi Sansovino e San Giusto, utilizzate anche per ospitare personale e materiali in un’isola dove gli spazi disponibili sono limitati. Previsti inoltre bagni chimici, nebulizzatori d’acqua, circa 4 mila transenne, vitto e alloggio per volontari, sanitari e altri operatori. Solo questa parte vale circa 320 mila euro.

La visita ha un significato forte per Lampedusa, frontiera del Mediterraneo, luogo di migrazioni, naufragi, accoglienza e memoria. Ma cosa resterà davvero dopo la partenza del Pontefice?
L’isola tornerà a fare i conti con le sue problematiche quotidiane, dai collegamenti difficili alla pressione turistica, dalle emergenze migratorie alla fragilità dei servizi? O gli interventi lasceranno benefici reali?

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