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Scudo penale, Amato: “Che diventi legge al più presto. In Sicilia i medici affrontano il 40% delle denunce”

venerdì 5 Settembre - 2025 | di Giorgia Görner Enrile | Categorie: Lavoro, News ed eventi

“Quello approvato dal Consiglio dei ministri è un passo avanti che accogliamo con favore. Lo scudo penale non sarà un lasciapassare per chi sbaglia. Sarà uno strumento per restituire ai medici la serenità necessaria a curare senza il timore costante di processi ingiusti, dedicando tutte le energie alla salute dei cittadini”.

Lo afferma Toti Amato, presidente dell’Ordine dei Medici di Palermo, coordinatore degli Omceo siciliani e consigliere Fnomceo, commentando il disegno di legge delega sulle professioni sanitarie approvato al Cdm.

“In Sicilia questo tema pesa più che altrove. Qui, come nel resto del Mezzogiorno, si concentra il numero più alto di denunce contro i medici, quasi il 40% del totale nazionale – evidenzia -. È un dato che segna la quotidianità della professione, perché molti colleghi si trovano sotto accusa pur non avendo commesso alcuna colpa. Il 97-98% dei procedimenti si conclude con un’archiviazione o con un’assoluzione, ma intanto carriere e vite vengono segnate da anni di processi. Se c’è davvero una colpa grave, la giustizia farà il suo corso, ed è giusto che sia così. Ma era necessario fermare procedimenti infondati, che rovinano la vita dei professionisti e alimentano la medicina difensiva: un fenomeno che costa al Paese oltre 10 miliardi l’anno, rallenta l’accesso alle cure e penalizza i cittadini più fragili”.

Il presidente degli Omceo siciliani richiama anche gli altri aspetti della riforma: “Accanto allo scudo penale ci sono misure importanti. Tra queste, la trasformazione del corso di medicina generale in scuola di specializzazione. Una scelta che rafforza la sanità territoriale e offre finalmente un percorso chiaro ai giovani medici. È un segnale positivo che va nella direzione di trattenere i nostri medici, sempre più spesso costretti a emigrare. Bene anche la valorizzazione delle competenze e l’attenzione all’intelligenza artificiale, purché utilizzata dentro regole chiare e nel rispetto dell’etica”.

“C’è ancora molto lavoro da fare, ma questa è una base importante su cui costruire. Noi, come Ordini dei medici, continueremo a svolgere il nostro ruolo di controllo e di garanzia, al servizio dei professionisti e soprattutto dei cittadini, perché la sicurezza delle cure passa anche dalla serenità di chi ogni giorno è chiamato a garantirle”, conclude Amato.

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