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Cardiologia mini-invasiva, a Ragusa specialisti italiani ed esteri per i pacemaker leadless

mercoledì 10 Giugno - 2026 | di Redazione | Categorie: Formazione, Innovazione
La Cardiologia dell’ospedale “Giovanni Paolo II” di Ragusa si conferma punto di riferimento nazionale per l’impianto e la gestione dei pacemaker leadless, dispositivi miniaturizzati senza fili utilizzati nelle terapie antibradicardiche.
Ieri, 9 giugno, l’Unità Operativa Complessa diretta dal dottor Antonino Nicosia ha ospitato il workshop teorico-pratico “Less is More – Hospital Edition”, dedicato all’utilizzo di queste tecnologie innovative e alla formazione di medici e personale sanitario.
L’iniziativa ha richiamato a Ragusa specialisti e professionisti sanitari da tutta Italia, un paio addirittura da Malta. Il programma della giornata, guidato dal dottor Nicosia in qualità di responsabile scientifico, ha previsto sessioni teoriche, discussioni interattive e procedure “live” trasmesse direttamente dalle sale di Aritmologia dell’ospedale.
I partecipanti hanno potuto seguire da vicino le tecniche di impianto e gestione dei pacemaker leadless, dispositivi che, a differenza dei pacemaker tradizionali, non richiedono elettrocateteri e vengono utilizzati attraverso procedure mini-invasive. Le sessioni pratiche e gli interventi in diretta hanno coinvolto l’équipe medica composta dal responsabile dell’Elettrofisiologia, dott. Giuseppe Campisi, dalle dottoresse Giulia Rapisarda e Alessia Cascone, insieme al personale tecnico e infermieristico della struttura.
«L’utilizzo dei pacemaker leadless rappresenta oggi una delle evoluzioni più importanti della cardiologia interventistica – sottolinea Antonino Nicosia – perché consente di ridurre il rischio di infezioni, di evitare complicanze legate agli elettrocateteri tradizionali e di favorire un recupero post-operatorio più rapido per il paziente. Ospitare a Ragusa specialisti italiani ed esteri – aggiunge – conferma il livello raggiunto dalla nostra struttura e il lavoro svolto in questi anni dall’équipe medica, tecnica e infermieristica».
«Questo risultato – conclude Nicosia – nasce anche da un percorso di innovazione che la Direzione Strategica dell’ASP ha accompagnato con attenzione e convinzione, creando le condizioni per introdurre tecnologie avanzate, rafforzare le competenze interne e costruire reti professionali anche oltre il territorio provinciale. L’innovazione, soprattutto in ambito sanitario, richiede visione, organizzazione, investimenti e lavoro di squadra».

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