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FSE 2.0, Amato: “Sicilia oltre il target grazie agli Omceo, ora serve il consenso dei cittadini” CLICCA PER IL VIDEO

venerdì 5 Giugno - 2026 | di Giorgia Görner Enrile | Categorie: Formazione, Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Palermo, Video

La Sicilia ha dimostrato che, quando la formazione viene affidata agli Ordini dei Medici, il sistema sa rispondere. Entro maggio avevamo già superato il 95% degli obiettivi formativi e questo significa che gli Ordini hanno rispettato l’impegno preso sul Fascicolo sanitario elettronico 2.0. Ora serve un altro passo, spiegare ai cittadini che mettere i propri dati dentro il FSE significa proteggerli dentro il sistema sanitario”.

A dichiararlo è Toti Amato, presidente dell’Ordine dei Medici (OMCeO) di Palermo e componente del Comitato Centrale della FNOMCeO, a conclusione del percorso formativo sul FSE 2.0 affidato agli Ordini dei Medici siciliani e rivolto a una platea ampia di professionisti, dai medici di medicina generale ai pediatri di libera scelta, fino agli specialisti ambulatoriali, ai convenzionati e ai sanitari delle strutture private accreditate.

Il primo traguardo operativo era fissato al 31 maggio e prevedeva il raggiungimento dell’85% dei medici formati sul Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0. Il Ministero della Salute ha poi concesso una proroga fino a dicembre 2026, anche per consentire alle altre Regioni di completare il percorso. La Sicilia, però, grazie alla sinergia tra gli Ordini dei Medici, con Palermo nel ruolo di capofila, le Asp e soprattutto l’assessorato regionale della Salute, è riuscita a dare in tempi rapidi al sistema sanitario una risposta concreta, organizzata e misurabile.

A dimostrarlo sono proprio i dati. Sul target medici di medicina generale e pediatri di libera scelta Palermo ha raggiunto il 100% con 908 professionisti formati, Ragusa il 100% con 221, Enna il 99,08% con 108, Caltanissetta il 99,03% con 204, Agrigento il 97,07% con 298, Siracusa il 97% con 259, Messina il 96,84% con 601 e Catania il 95,06% con 1019. Trapani resta più indietro, con il 40% su 136 professionisti.

Anche sul fronte dei soggetti privati accreditati e autorizzati il percorso risulta avanzato in diverse province. Agrigento registra 367 professionisti formati, pari al 98,39%, Enna 118 con il 97,41%, Palermo 3709 con il 94,12%, Catania 2049 con il 95,26%, Ragusa 144 con il 75%, Messina 1227 con il 26,41% e Trapani 20 con il 15%. Per Caltanissetta e Siracusa il prospetto indica rispettivamente 113 e 160 professionisti, quindi con il 97,41% e il 94,12%.

Al percorso coordinato dagli Ordini si sono affiancate anche altre categorie professionali, tra cui gli infermieri delle case di cura e i farmacisti, che per la formazione si sono appoggiati all’OMCeO.

“Per questi risultati devo ringraziare i colleghi di tutti gli Ordini, tutto lo staff dell’amministrazione, l’assessorato regionale della Salute e le Asp. Tutti hanno contribuito a fare in modo che noi Ordini dei Medici siciliani riuscissimo a rispettare un impegno preciso. Se il Ministero ha dato più spazio per completare il percorso entro la fine dell’anno, noi possiamo dire di averlo già portato avanti nei primi cinque mesi”, prosegue Amato.

L’appello

Ora il Fascicolo sanitario elettronico va implementato e i professionisti devono arrivare pronti a questa nuova sfida. In Italia può sembrare ancora una novità, ma in altri Paesi questo percorso è già molto più avanti. L’obiettivo è semplice e riguarda direttamente la vita delle persone, consentire a ogni cittadino di conservare i propri dati sanitari dentro uno spazio protetto, così che, nei momenti di bisogno, il medico o il personale sanitario autorizzato possano consultarli e usarli per curare meglio”, evidenzia.

Conservare i propri dati sanitari in un ambiente sicuro è un diritto, ma perché il Fascicolo funzioni davvero serve il consenso alla consultazione del FSE. Oggi registriamo ancora resistenze, perché molti temono che quelle informazioni possano essere utilizzate per altri scopi. Eppure c’è un paradosso. Quando una persona cerca online una malattia, chiede a Google o a un sistema di intelligenza artificiale di interpretare un esame, oppure prova a collegare un sintomo a una patologia, spesso accetta cookie e condizioni senza sapere davvero dove finiranno quelle informazioni. In quel caso i dati non entrano nel box protetto della sanità. Ma possono circolare in spazi che non hanno nulla a che fare con la cura. I dati del Fascicolo Sanitario Elettronico sono protetti. Servono per tutelare la salute dei cittadini e per permettere ai professionisti autorizzati di curare meglio, con informazioni complete e aggiornate“, aggiunge.

“Su questo Ministero, Federazione nazionale degli Ordini dei Medici e Ordini territoriali stanno lavorando per sensibilizzare i cittadini e accompagnarli a una scelta consapevole. A proposito di sensibilizzazione, in Sicilia abbiamo firmato un protocollo d’intesa con l’Ufficio scolastico regionale e andremo nelle scuole. I ragazzi sono una fascia molto sensibile e dobbiamo spiegare loro la necessità, l’utilizzo e la corretta gestione del Fascicolo sanitario elettronico. Dobbiamo far capire dove sta andando la sanità. Il medico non ha soltanto il compito di curare le malattie o le persone che pensano di avere una malattia. Ha anche il dovere di educare al corretto uso dei servizi sanitari“, conclude Amato.

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