Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni , durante il premier time al Senato, è tornata a puntare il dito contro le Regioni sulla gestione delle liste d’attesa, tema caldo che ha recentemente acuito le tensioni tra Governo centrale e amministrazioni locali.
Rivolgendosi all’Aula, Meloni ha chiarito l’intento del Governo di intervenire in modo più incisivo, richiamando le Regioni alle loro responsabilità. “Ogni anno stanziamo risorse per affrontare il problema – ha detto – ma la gestione è in capo alle Regioni. E se poi le cose non funzionano, la responsabilità ricade comunque sul Governo. Questo è un problema strutturale”.
Il riferimento è al decreto recentemente approvato che introduce, tra le misure, anche i poteri sostitutivi per intervenire nei casi di inadempienza regionale. Una proposta che ha trovato la netta opposizione di molte amministrazioni locali
“Le Regioni, trasversalmente, non sono d’accordo – ha aggiunto Meloni – ma almeno sia chiaro ai cittadini da dove nascono certe difficoltà. Altrimenti sembriamo solo quelli che devono stanziare i fondi e poi prendersi la colpa se le cose non funzionano”.
Il Piano nazionale
Il Ministero della Salute, ha annunciato qualche mese fa, il nuovo Piano Nazionale di Gestione delle Liste d’Attesa (PNGLA) 2025-2027, che punta a rivoluzionare il sistema con misure concrete e strumenti digitali. Il cuore del piano è la creazione di una Piattaforma Nazionale delle Liste d’Attesa (PNLA), che integrerà i sistemi regionali per offrire dati in tempo reale su disponibilità, priorità e tempistiche. Obiettivo: garantire un accesso più equo, trasparente e tempestivo alle cure.
Tra le novità, l’introduzione dei percorsi di tutela: se una prestazione non può essere erogata nei tempi previsti, sarà l’Azienda Sanitaria a doversi attivare per offrire un’alternativa, senza che l’onere ricada sul cittadino. In parallelo, saranno valorizzate l’appropriatezza prescrittiva e le buone pratiche cliniche, con un’attenzione particolare alle linee guida previste dalla legge Gelli.
Altra leva importante del piano è il ruolo rafforzato delle farmacie, che diventeranno veri e propri presìdi territoriali per prestazioni diagnostiche, telemedicina e gestione del Fascicolo Sanitario Elettronico.
Ma le sfide, soprattutto al Sud, restano enormi. In Sicilia, ad esempio, il sistema SovraCup è ancora parzialmente funzionante, molte Aziende Sanitarie non sono digitalizzate al 100% e le liste risultano poco trasparenti. L’attuazione del PNGLA potrebbe rappresentare un’occasione per colmare queste lacune, a patto che vengano garantiti investimenti, interoperabilità tra sistemi e un chiaro impegno politico.
Meloni ha messo sul tavolo la necessità di poter agire direttamente, laddove le Regioni falliscono. Ma sarà solo con la reale cooperazione tra Governo centrale, Regioni e strutture sanitarie che il nuovo piano potrà avere un impatto tangibile sulla vita dei cittadini.








