Ma all’opera non saranno solo le strutture pubbliche, ma anche quelle private convenzionate dal sistema sanitario pubblico e le risorse finanziarie messe a disposizione ammontano complessivamente a 48,5 milioni di euro.- la costituzione di reti aziendali per il recupero delle prestazioni;
- l’istituzione di Osservatori per il recupero delle prestazioni di area metropolitana, uno ciascuno per le province di Palermo, Catania e Messina;
- la creazione di un Osservatorio regionale di recupero delle prestazioni, che monitorerà l’avanzamento del Piano e che sarà guidato dal dirigente della Pianificazione strategica.
In merito alla collaborazione con i privati è intervenuto il dirigente generale del dipartimenti per la Pianificazione strategica e, Salvatore Iacolino. “Con le strutture private abbiamo trovato un accordo che abbatte del 10% le tariffe relative ai rimborsi per i ricoveri chirurgici. Un primo passo per lo sfoltimento delle liste d’attesa e un tassello fondamentale per la realizzazione di una nuova sanità”.I numeri
In totale, le prestazioni ancora da smaltire ammontano complessivamente a 39.506 (ricovero) e 241.841 (ambulatoriali).Per farlo, la regione mette in campo 48.506.769 di euro, di cui 19.044.608 di euro ex articolo 29 D.L. 104/2020, quali somme già assegnate per il recupero delle liste di attesa e non ancora utilizzate; 29.462.761 di euro ex articolo 4 comma 9 septies e octies del D.L. 198/2022 pari allo 0,3% del finanziamento indistinto per l’anno 2023. Tendenzialmente, è stato spiegato, si prevede di assegnare una quota pari al 50% delle risorse finanziarie alle strutture pubbliche e la rimanente quota alle strutture private accreditate e contrattualizzate.








