L’Ordine dei Medici di Palermo oggi, 16 dicembre, avvia il percorso formativo sul Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0 rivolto ai medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e ai sanitari delle strutture convenzionate, dentro una regia che l’assessore Daniela Faraoni e il dirigente generale Salvatore Iacolino tengono agganciata alle scadenze del PNRR e alla tenuta operativa dei servizi. Non si tratta di una lezione teorica, perché la partita si gioca sull’uso reale in ambulatorio e nelle corsie, quando i dati devono arrivare in tempo, devono risultare leggibili e devono sostenere decisioni cliniche rapide.

“Il tema è quello delle infrastrutture, del potenziamento della digitalizzazione, a cominciare dalla telemedicina e dal fascicolo sanitario. La Regione Siciliana nell’ambito della risorse assegnate dal PNRR ha previsto un programma complessivo di 139 milioni di euro per dare ulteriore slancio alla digitalizzazione in Sanità. Trenta dipartimenti di emergenza urgenza potranno beneficiare di questo sistema innovativo che garantirà un accesso più rapido ed equo alle cure, inoltre darà la possibilità di sviluppare attività coerenti tra la sanità ospedaliera e quella territoriale, mettendo sempre al centro la salute del paziente”, ha affermato Salvatore Iacolino.

“Il Fascicolo Sanitario Elettronico è una richiesta non solo del Servizio sanitario nazionale, ma anche dell’Europa. Dobbiamo rendere facilmente leggibile la storia sanitaria del cittadino, affinché la risposta sia appropriata al bisogno, è già un’operazione di efficientamento del sistema. Sono un problema da risolvere con immediatezza, attraverso una riorganizzazione già in corso, le Aziende sanitarie stanno compiendo azioni concrete e informeremo i cittadini sugli esiti”, ha sottolineato l’assessore Daniela Faraoni.

A spiegare perché la Regione ha scelto proprio gli Ordini come snodo per la formazione dei medici di famiglia e dei pediatri interviene il dirigente generale del DASOE, Giacomo Scalzo: “Se abbiamo scelto di rivolgerci agli Ordini per la formazione dei medici di famiglia e dei pediatri sul Fascicolo Sanitario Elettronico, è perché crediamo nella loro professionalità e capacità organizzativa. La compilazione del Patient Summary rappresenta il momento più alto delle informazioni cliniche salvavita, il ruolo di questi medici è fondamentale per garantire continuità e sicurezza delle cure. Agli Ordini va la più grande riconoscenza per il loro impegno”.
Target PNRR e controllo ravvicinato

Coinvolgere gli Omceo non rappresenta solo un dettaglio organizzativo, perché porta la formazione fuori dai documenti e dentro le persone, e la colloca nelle routine del medico di famiglia e dei convenzionati, cioè nel tratto di sanità che tiene insieme prossimità, cronicità, prevenzione e accesso alle cure, dove l’alimentazione del Fascicolo decide se il sistema produce valore clinico oppure resta un archivio aggiornato a metà. In questa cornice la Regione lega il percorso a un obiettivo politico preciso, far diventare l’FSE una leva di continuità assistenziale tra territorio e ospedale e rendere la storia sanitaria leggibile e immediatamente spendibile, senza costringere il cittadino a ripetere ogni volta esami e informazioni.

Dopo l’avvio del corso, la lettura passa dai target. La Regione ha già ottenuto la certificazione 2024 sul raggiungimento dei quattro indicatori nazionali dell’FSE 2.0 e lavora già sul 2025, anche se mancano ancora i dati ufficiali, mantenendo un confronto bisettimanale con il Dipartimento per la trasformazione digitale insieme alle altre Regioni, così da individuare margini di miglioramento e tenere legati indicatori e finanziamento. Dentro questa filiera, gli Omceo operano con un riferimento organizzativo chiaro, Francesco Magliozzo, mentre sul lato assessorato lavora la struttura tecnica che segue sistemi informativi e monitoraggi, con Federico Ferro.
Percorso a cascata e applicativi
Prima del modulo formativo dell’Ordine, la Regione ha già avviato la formazione per il personale ospedaliero attraverso il CEFPAS, con l’obiettivo di mettere i professionisti nelle condizioni non solo di consultare il Fascicolo, ma anche di alimentarlo correttamente, inserendo dati e documenti clinici, a partire dai referti e dalle informazioni che costruiscono una storia sanitaria leggibile. Adesso il percorso entra nel segmento territoriale, perché medici di medicina generale e sanitari delle strutture convenzionate incidono in modo decisivo sull’aggiornamento quotidiano del Fascicolo e sulla continuità assistenziale, soprattutto nei passaggi tra territorio, specialistica e ospedale.
Le Aziende sanitarie organizzano i moduli partendo dai profili e dalle strutture che producono più documentazione e che già alimentano con maggiore continuità il Fascicolo, includendo anche gli operatori del privato convenzionato, e poi allargano progressivamente la platea fino a coprire tutti i destinatari previsti. Il criterio resta operativo e serve a far crescere subito la quantità e la qualità dei documenti disponibili, evitando che la formazione resti scollegata dai flussi reali.
Questo lavoro corre insieme all’altro binario, quello degli applicativi. La Regione governa circa 60 milioni di euro e li ripartisce tra formazione e rinnovamento dei sistemi che generano e trasmettono i documenti, seguendo l’avanzamento della spesa nelle Aziende e valutando eventuali economie da reinvestire su infrastrutture e integrazione dei flussi. Qui la politica sanitaria incrocia l’amministrazione, e i tempi diventano una variabile sostanziale.
Interoperabilità, sussidiarietà e repository regionale
L’interoperabilità non resta un capitolo teorico, perché definisce l’utilità concreta del Fascicolo. I sistemi oggi dialogano e consentono la consultazione anche fuori dal territorio di residenza, con un vantaggio immediato quando un medico deve ricostruire in tempi rapidi quadro clinico, esami e Patient Summary. Le Aziende hanno adeguato gli applicativi refertanti e hanno seguito un piano di abilitamento tecnologico fatto di specifiche funzionali, controlli e verifiche, mentre le software house hanno garantito compatibilità e integrazione con il resto del sistema.
Sul piano infrastrutturale la Sicilia opera ancora in sussidiarietà, appoggiandosi all’architettura di Sogei e al sistema INI, e da qui nasce un ragionamento più strategico, costruire un repository regionale come concentratore dei dati per aumentare autonomia e tenere insieme i pezzi dell’ecosistema, interconnessione delle COT, piattaforma di telemedicina, Fascicolo e flussi sanitari.
Sul fondo resta la partita delle liste d’attesa, che corre su un binario diverso. Oggi i dati arrivano ancora con cadenza mensile in formato Excel e la fase resta transitoria, mentre le specifiche funzionali sono arrivate da poco e coinvolgono tutte le Regioni, non solo la Sicilia. Il punto coincide con quello del Fascicolo, perché senza una integrazione vera il digitale non semplifica e non accelera.









