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Carta di Roma e politiche sanitarie europee, il confronto europeo a Bruxelles

giovedì 29 Gennaio - 2026 | di Redazione | Categorie: Articoli

La capitale europea si conferma il baricentro del confronto sulle politiche sanitarie e sul futuro della professione medica. È in questo scenario che, a Bruxelles il 27 gennaio 2026, il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), Filippo Anelli, accompagnato da una delegazione, ha incontrato il Commissario europeo alla Salute Olivér Várhelyi e il presidente del Comitato permanente dei medici europei (Cpme), Ole Johan Bakke. Con Anelli erano presenti il vicepresidente Giovanni Leoni, il segretario Roberto Monaco e il presidente dell’Ordine dei medici di Palermo e delegato agli esteri della Fnomceo Toti Amato.

Nel dialogo con le istituzioni comunitarie grande spazio è stato dedicato alla Carta di Roma, firmata a Roma il 10 luglio 2025 per l’Italia da Anelli e condivisa con gli ordini professionali di Francia, Germania, Grecia, Portogallo e Spagna. Il documento propone un cambio di paradigma nelle politiche europee, indicando la spesa sanitaria come investimento strategico strutturale per la resilienza economica, la coesione sociale e la sostenibilità dei sistemi di cura, con un’attenzione particolare alla prevenzione e alla gestione delle cronicità. Temi già emersi con forza nell’intervento di Amato ad Atene, in occasione delle celebrazioni 2025 per i 100 anni del PIS, Panhellenic Medical Association, che hanno offerto lo spunto per una riflessione sul ruolo delle istituzioni professionali in una fase cruciale per l’Europa.
In quella sede, il presidente Amato ha sottolineato che “investire in sanità significa rafforzare la stabilità economica e la coesione sociale, ma anche mettere i Paesi europei nelle condizioni di affrontare con maggiore solidità le crisi presenti e future, a partire da quelle demografiche e sanitarie”. Un messaggio che ieri a Bruxelles ha trovato il suo naturale approdo per proseguire e rafforzare il dialogo tra le professioni mediche e l’Unione europea sul futuro dei sistemi sanitari.

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