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Infarto miocardico acuto, in Sicilia oltre 2000 morti: la sfida del 118 con la Rete tempo-dipendente Ima CLICCA PER IL VIDEO

lunedì 29 Gennaio - 2024 | di Giorgia Görner Enrile | Categorie: News ed eventi, Salute, Video

Nuovo appuntamento col 118 per approfondire le Reti tempo-dipendenti.

In particolare, con Marco Palmeri, dirigente medico del 118 Palermo-Trapani, tratteremo la rete che si occupa dell’infarto miocardico acuto (Ima).

I dati

Ogni anno in Italia sono circa 150.000 le persone che vengono colpite da infarto miocardico acuto, di tutte le età. Circa il 50% di questi decedono per infarto muore prima di raggiungere l’ospedale.

L’infarto miocardico acuto, quindi, rappresenta condizioni con elevato impatto epidemiologico e sociosanitario e costituisce anche in Sicilia una delle principali cause di morte. Nell’Isola, infatti, ogni anno in media si registrano 1.250 decessi tra gli uomini e oltre 830 tra le donne.

L’infarto miocardico acuto

E’ una grave forma di insufficienza coronarica acuta dovuta all’occlusione trombotica di un ramo coronarico. Il trattamento ha come obiettivo il ripristino del flusso coronarico nel più breve tempo possibile e questo può avvenire tramite due interventi terapeutici:

  •  l’angioplastica primaria, eseguita nei tempi adeguati, in centri ad alto volume di attività, ha mostrato di essere il trattamento dell’infarto più efficace (aumenta il numero di riperfusioni, riduce il numero di riocclusioni, migliora la funzione ventricolare e la sopravvivenza) e più sicuro (riduce il numero di complicanze emorragiche);
  • la trombolisi, la cui efficacia è stata ampiamente dimostrata deve essere utilizzato quando il dolore è insorto da meno di 2 ore (3) e il tempo previsto per PCI è superiore a 120’. L’efficacia maggiore è stata rilevata in un contesto preospedaliero.

Per salvare il paziente, bisogna intervenire entro i 90 ed i 120 minuti dall’insorgenza del dolore.

La rete tempo-dipendente Ima

Dall’intervista fatta dagli operatori del 118 in sala operativa, viene subito inviata un’ambulanza con medico a bordo che ha l’obbligo di portare i pazienti dal territorio direttamente nelle unità di Emodinamica, o Centri con laboratori di cardiologia invasiva operativi, a cui è stato inviato il tracciato Ecg dal defibrillatore a bordo del mezzo.

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