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Gestione dell’ictus in emergenza: la lotta contro il tempo del 118 CLICCA PER IL VIDEO

lunedì 22 Gennaio - 2024 | di Giorgia Görner Enrile | Categorie: Articoli, Video

L’ictus cerebrale in Italia rappresenta la terza causa di morte, dopo le malattie cardiovascolari e le neoplasie, ed è la prima causa di disabilità nell’adulto e la seconda di demenza.

Si registrano, difatti, circa 100.000 casi l’anno con un’incidenza di 2-3 pazienti l’anno per 1.000 abitanti, di questi l’80% sono nuovi casi ed il 20% recidive. A 30 giorni dall’esordio la mortalità è del 20% per l’ictus ischemico e del 50% per l’ictus emorragico. L’ictus cerebrale è la prima causa di disabilità nell’adulto e la seconda di demenza.

L’ictus è una patologia strettamente correlata al tempo – evidenzia Marco Palmeri, dirigente medico del 118 Palermo-Trapani – più precocemente si interviene, migliori possono essere i risultati grazie alle terapie (trombolisi e trombectomia meccanica), proprio per questo, vi è una rete tempo-dipendente dedicata”.

La massima efficacia dei trattamenti di riperfusione, difatti, si ottiene se vengono intrapresi entro 4.5-6 ore dall’esordio dei sintomi.

“E’ una patologia molto complessa nel sistema dell’emergenza-urgenza – prosegue -. Quando riceviamo una richiesta di soccorso, la sfida del trattamento extraospedaliera è il tempo e, in questo caso, il paziente deve essere trasportato in un hub dedicato, se è possibile, o in un ospedale con Stroke unit. Prima di iniziare la terapia, il paziente deve essere sottoposto ad una Tac per verificare se si tratti effettivamente di una ischemia o di versamento ematico“.

I sintomi da attenzionare

Un ictus cerebrale si presenta in maniera improvvisa e può colpire varie zone del cervello creando:

  • mancanza improvvisa di forza ad un lato del corpo (faccia e/o braccio e/o gamba) la cui gravità può variare da una leggera debolezza (deviazione della bocca, difficoltà a sollevare il braccio o la gamba, riduzione della capacità di stringere la mano, strisciare la gamba nel camminare) ad una completa perdita di forza con impossibilità a svolgere qualsiasi movimento o a stare in piedi e camminare;
  • riduzione o perdita della sensibilità ad un lato del corpo (faccia e/o braccio e/o gamba);
  • disturbo della capacità di parlare e/o di comprendere ciò che viene detto, la cui gravità può variare dalla difficoltà a nominare un oggetto o a trovare qualche parola alla totale incapacità di parlare e comprendere;
  • disturbo visivo con perdita e riduzione di una parte del campo visivo;
  • mal di testa improvviso e molto intenso con caratteristiche mai provate in precedenza;
  • capogiri intensi e persistenti con perdita dell’equilibrio, difficoltà a stare in piedi e a camminare.

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