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Prevenzione Hiv, approvata la PrEP semestrale: efficacia al 99,9%

venerdì 20 Giugno - 2025 | di Anna Boccia | Categorie: News ed eventi

Solo due iniezioni all’anno al posto della compressa quotidiana. È questa la nuova frontiera della prevenzione dell’Hiv, grazie al Lenacapavir, un farmaco innovativo appena approvato dalla Food and Drug Administration (Fda) statunitense, che promette di rivoluzionare la lotta all’Aids.

La molecola, sviluppata dall’azienda Gilead, ha ottenuto risultati eccezionali negli studi clinici: secondo i dati degli studi di fase 3 “Purpose 1” e “Purpose 2”, il 99,9% dei partecipanti trattati è rimasto sieronegativo. Un’efficacia che ha portato la prestigiosa rivista Science a proclamare il Lenacapavir “Scoperta dell’anno” 2024.

Il farmaco di nuova generazione

Il Lenacapavir agisce in modo diverso rispetto agli altri antivirali: non si limita a colpire una sola fase del ciclo del virus, ma è in grado di inibire l’Hiv in più fasi della sua replicazione, senza presentare resistenze note alle classi di farmaci esistenti. Il suo punto di forza sta anche nella facilità di gestione terapeutica: la somministrazione semestrale risolve uno dei principali ostacoli alla prevenzione, ovvero la scarsa aderenza alle terapie orali quotidiane, soprattutto nelle fasce di popolazione più vulnerabili.

Cresce l’epidemia tra i giovani

La notizia arriva in un momento critico: l’Hiv sta tornando a diffondersi, con numeri in crescita sia a livello globale che in Europa e in Italia. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2023 ci sono stati 1,3 milioni di nuovi contagi e 630.000 decessi legati all’Aids nel mondo.

In Unione Europea le nuove diagnosi sono state 24.731, mentre in Italia si sono registrati 2.349 nuovi casi, in netta crescita rispetto al 2020. Le diagnosi di Aids nel nostro Paese sono state 532, pari a 0,9 casi ogni 100mila abitanti, un dato anch’esso in aumento rispetto all’anno precedente.

Giovani disinformati

Nonostante il lieve calo delle infezioni negli ultimi dieci anni – passate da 4.051 nel 2010 a 2.349 nel 2023, con un calo del 42% – gli esperti mettono in guardia: i risultati sono inferiori alle attese e i giovani restano i più esposti e disinformati. Dal Telefono Verde Aids e IST dell’Istituto Superiore di Sanità segnalano che ancora oggi circolano falsi miti sulla trasmissione, come la possibilità di contrarre il virus con un bacio o una puntura di zanzara.

Il rischio dei tagli al Pepfar

C’è però un’ombra che incombe su questa svolta scientifica: i tagli ai fondi federali disposti dall’amministrazione Trump. Il programma Pepfar (President’s Emergency Plan for AIDS Relief), che per due decenni ha sostenuto la lotta all’Hiv nei Paesi più colpiti – in particolare in Africa – è stato drasticamente ridimensionato.

Dal gennaio 2025, il governo USA ha sospeso gran parte dei finanziamenti, mettendo a rischio le campagne di prevenzione e i programmi di accesso alle cure. Secondo le stime, entro il 2030 potrebbero verificarsi 11 milioni di nuove infezioni, soprattutto nei Paesi a basso reddito.

Una prospettiva allarmante, proprio mentre la scienza offre soluzioni concrete per contenere l’epidemia. Il rischio, denunciano gli esperti, è che l’innovazione rimanga appannaggio dei Paesi ricchi, lasciando indietro chi ne ha più bisogno.

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