Oggi è domenica 25 Febbraio - 2024

Diabete: Ue in attesa per il farmaco che ne ritarda la comparsa

lunedì 31 Luglio - 2023 | di Anna Boccia | Categorie: News ed eventi

C’è una grande attesa in Europa e in Italia per il Teplizumab. Il farmaco previene la perdita di funzione delle cellule beta del pancreas, che nei soggetti con diabete mellito sono aggredite e progressivamente distrutte dal sistema immunitario del paziente

Il via libera da parte di Ema (l’Agenzia Europea per i Medicinali) e Aifa, però, non è arrivato.

Il Teplizumab

E’ un anticorpo monoclonale, approvato lo scorso novembre dall’agenzia del farmaco americana (l’Fda), in grado di ritardare l’ingresso dei bambini nello stadio più severo del diabete di tipo 1. Il diabete di tipo 1 si sviluppa il tre stadi: quasi tutti i pazienti allo stadio 2 passano al terzo entro 1-5 anni. Lo stadio 3 è il più insidioso con l’entrata nella routine dei numerosi controlli glicemici e delle iniezioni di insulina.

“Ne possono beneficiarne i soggetti con più di 8 anni di età con predisposizione al diabete tipo 1, nei quali quindi lo screening abbia evidenziato due o più autoanticorpi e che abbiano una condizione di disglicemia – sottolinea il presidente della Sid Angelo Avogaro –. Per questo è necessario un programma di screening che individui i soggetti con diabete di tipo 1 allo stadio 2″.

Negli studi clinici il trattamento ha dimostrato di ritardare l’esordio della malattia tra 25 e 32,5 mesi. Questo vantagio permetterebbe di pianificare e organizzare la vita e prendere tempo rispetto a trattamenti che potrebbero curarla.

Sicilia Medica

Tivù

Parola

d’impresa

giovedì 22 Febbraio – 2024

Asp Catania: firma del contratto per 300 operatori

mercoledì 14 Febbraio – 2024

Odontoiatria, Sammarco: “Microscopi fondamentali per la professione. Serve formazione”

lunedì 12 Febbraio – 2024

Carenza di medici, Asp Trapani avvia iter per potenziare gli organici: ecco tutti i bandi

giovedì 1 Febbraio – 2024

Manager della sanità siciliana: “Dovranno rispondere alle necessità che al debito di legge”