La carenza di medici resta una delle sfide più delicate per la Sanità siciliana e a Ragusa il problema si fa sentire. A confermarlo è il direttore generale dell’Asp, Giuseppe Drago, che ci illustra numeri, strategie e strumenti messi in campo dall’azienda sanitaria per fronteggiare la situazione.
“Gli uffici delle risorse umane sono costantemente impegnati nelle fasi di reclutamento di personale dirigente medico, sia a tempo determinato che indeterminato – spiega Drago -. Il problema è che i candidati sono sempre meno delle richieste e i tempi delle procedure non sono mai brevi”.
Per colmare i vuoti in corsia, l’Asp sta ricorrendo anche a soluzioni alternative: contratti con liberi professionisti, utilizzo del “decreto Calabria” che permette di assumere specializzandi, e l’impiego di neolaureati per attività di triage e codici bianchi in Pronto Soccorso.
“Si tratta di professionisti in formazione che danno un contributo importante, soprattutto in un settore, l’emergenza, che è quello che più soffre la carenza di medici”, evidenzia.
I numeri
“Secondo l’ultima rilevazione trasmessa alla Regione, all’Asp di Ragusa mancano circa 200 medici. Le aree più colpite sono quelle dell’emergenza-urgenza, con deficit pesanti in Pronto Soccorso e anestesia-rianimazione, ma anche in ostetricia e pediatria – sottolinea Drago -. Parliamo di reparti fondamentali, senza i quali rischiamo di compromettere l’assistenza”.
Il supporto dei progetti europei
“Abbiamo aderito al Programma Nazionale Equità Sanitaria, finanziato dall’Unione Europea e coordinato dal Ministero della Salute – dice Drago –. È un progetto che ci consente di intervenire sulle fasce più fragili, dai pazienti in condizioni di povertà sanitaria ai malati cronici, fino a chi resta escluso dai percorsi tradizionali di assistenza”.
Il direttore sottolinea come il programma sia già in fase operativa: “Abbiamo ottenuto risultati concreti, ad esempio con la distribuzione gratuita di farmaci ai pazienti individuati dai servizi sociali dei Comuni. Ci stiamo muovendo in tutti i campi possibili, perché la nostra priorità resta garantire la tutela dei cittadini più vulnerabili”.
Il PNES dispone di un budget nazionale di 625 milioni di euro e concentra le risorse su quattro aree: salute mentale, screening oncologici, salute di genere e contrasto alla povertà sanitaria.
“Per la provincia di Ragusa – aggiunge– sono previsti circa 6 milioni e 700 mila euro. Useremo questi fondi non solo per ampliare i servizi, ma anche per inserire nuove figure professionali: assistenti sociali, educatori socio-sanitari, tecnici della riabilitazione psichiatrica e psicologi. L’obiettivo è rendere le prestazioni più accessibili ed eque, in linea con le priorità del programma”.
Una sfida aperta
Il quadro resta complesso, ma Drago ribadisce la volontà dell’Asp di non lasciare indietro nessuno: “Stiamo muovendoci in tutti i campi possibili per garantire la continuità assistenziale. È una sfida che riguarda non solo la nostra azienda, ma l’intero sistema sanitario siciliano”.







