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Palermo culla dell’anatomia: dal gabinetto scientifico di Ingrassia alla realtà aumentata CLICCA PER IL VIDEO

mercoledì 15 Ottobre - 2025 | di Giorgia Görner Enrile | Categorie: Formazione, News ed eventi, Video

“Quest’anno celebriamo la settima Giornata mondiale dell’anatomia. L’Università di Palermo è stata la prima in Italia a organizzare questo evento, che si inserisce in un ciclo di iniziative promosse dalla Federazione internazionale delle associazioni degli anatomisti. I primi anni non sono stati facili, perché abbiamo dovuto affrontare le restrizioni della pandemia, ma non abbiamo mai interrotto il legame con la città e con gli studenti”.

Così Francesco Cappello, professore ordinario di Istologia e Anatomia Umana presso l’Università degli Studi di Palermo e componente del Consiglio Scientifico del Centro di Ateneo “COSCIENZA” per la valorizzazione del corpo donato alla scienza, introduce la celebrazione del 15 ottobre, una giornata che unisce studenti, ricercatori e cittadini in un unico filo conduttore: la conoscenza del corpo umano come patrimonio condiviso dell’umanità.

Un evento per condividere la scienza

La Giornata mondiale dell’anatomia è un’iniziativa istituita nel 2018 dalla Federazione Internazionale delle Associazioni degli Anatomisti (IFAA). L’obiettivo è creare una rete di università e istituti che, nello stesso giorno, aprano le porte dei propri laboratori per raccontare la storia e le nuove frontiere dello studio del corpo umano.

A Palermo, la giornata è diventata una tradizione accademica e civile, con visite guidate, mostre e attività di divulgazione.
“Fin dall’inizio abbiamo voluto che fosse una giornata di incontro, non solo per gli addetti ai lavori – spiega il professore -. Abbiamo organizzato visite guidate condotte dai nostri giovani ricercatori: la popolazione ha potuto ammirare la collezione di cere anatomiche, strumenti storici e modelli didattici del passato. È un modo per far capire che dietro l’anatomia c’è la storia stessa della medicina”.

Le origini di una scuola antica

Già nel Cinquecento, Giovanni Filippo Ingrassia, protomedico del Regno di Sicilia, istituì il primo gabinetto anatomico pubblico dove i medici potevano assistere alle dissezioni per migliorare la propria formazione.
“Ingrassia fu un visionario –  racconta Cappello -. Nel suo gabinetto anatomico si tenevano lezioni aperte ai medici del tempo, una sorta di formazione continua ante litteram. È un’eredità che sentiamo ancora viva e che ci ricorda che lo studio del corpo non è solo scientifico, ma anche culturale ed etico”.

Nell’Istituto di Anatomia dell’Ateneo è custodita una collezione storica di grande valore, con cere anatomiche realizzate oltre due secoli fa dalla scuola ceroplastica siciliana, strumenti ottocenteschi e modelli che mostrano l’evoluzione della didattica medica.
“Ogni pezzo racconta come l’uomo ha imparato a guardare se stesso – aggiunge -. Dai disegni di Leonardo alle immagini 3D di oggi, l’anatomia resta il linguaggio universale della medicina”.

Donazione e didattica

L’edizione 2025 vede l’Università di Palermo partecipare in staffetta con gli Atenei di Torino e Milano, in un webinar dedicato alle nuove metodologie didattiche e al tema della donazione del corpo alla scienza.
“Quello che ci accomuna è aver avviato percorsi formativi basati sul corpo donato alla scienza. È un tema delicato, ma fondamentale. Grazie a questi gesti di generosità, gli studenti imparano con rispetto e consapevolezza. Durante il webinar mostreremo anche dissezioni reali, spiegando il valore formativo e umano che esse rappresentano”, evidenzia.

La donazione del corpo è al centro anche delle attività del Centro di Ateneo COSCIENZA, diretto dal Prof. Giuseppe Giaimo. “La conoscenza anatomica è il primo atto di cura – sottolinea -. Chi dona il proprio corpo compie un atto di straordinaria generosità: contribuisce alla formazione di medici migliori e più consapevoli”.

Tra scienza e arte

La Giornata mondiale dell’anatomia è anche un omaggio alla dimensione artistica e umanistica di questa disciplina. Le cere anatomiche, con la loro precisione, ricordano che la scienza può essere arte quando nasce dal rispetto del corpo umano.
“Studiare anatomia significa imparare a osservare con rispetto. Ogni corpo racconta una storia, ogni tessuto è un frammento di vita. Dietro ogni dissezione c’è l’idea che conoscere non significhi violare, ma comprendere. L’anatomia ci insegna l’umiltà di fronte alla complessità dell’essere umano. Accanto ai modelli storici, oggi convivono tecnologie digitali, realtà aumentata e ricostruzioni tridimensionali che ci permettono di esplorare il corpo in modo sempre più preciso e rispettoso. Non possiamo dimenticare le nostre radici, ma dobbiamo continuare a innovare. L’anatomia del futuro sarà più tecnologica, ma dovrà restare profondamente umana”, afferma il prof.

Il corpo come eredità di conoscenza

Nelle aule e nei laboratori dell’Ateneo palermitano, la Giornata mondiale dell’anatomia diventa un momento di memoria, dialogo e gratitudine.
Tra modelli antichi e immagini digitali, la disciplina continua a ricordare una verità semplice e potente: comprendere il corpo significa comprendere la vita stessa.

“L’anatomia è la base di ogni conoscenza medica. Ma è anche una scuola di umanità. Attraverso il corpo impariamo a riconoscere i nostri limiti, la nostra fragilità e, al tempo stesso, la nostra straordinaria capacità di comprendere e curare – conclude –. Ogni giorno, tra passato e futuro, l’anatomia continua a insegnarci a guardare l’uomo con rispetto e con meraviglia”.

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