Il Fascicolo Sanitario Elettronico entra sempre più nella pratica quotidiana dei medici e supera la fase iniziale legata all’attivazione e alla formazione. Oggi l’attenzione si concentra sull’uso concreto all’interno dell’attività clinica, dove si gioca l’efficacia reale dello strumento. Il presidente dell’Ordine dei medici di Ragusa, Roberto Zelante, fa il punto su questo percorso.
“Come Ordine abbiamo seguito la formazione dei medici di medicina generale sul Fascicolo sanitario elettronico. Abbiamo quasi completato il percorso per tutti i medici di famiglia e per i pediatri. Adesso la sfida vera riguarda l’alimentazione corretta del fascicolo. Sappiamo bene che si tratta di un lavoro impegnativo. I medici hanno già carichi importanti e inserire dati in modo puntuale richiede tempo e attenzione. Però il Patient Summary resta centrale per inquadrare il paziente in maniera immediata”.
Per i professionisti sanitari il Fascicolo sanitario elettronico ridefinisce il concetto stesso di continuità assistenziale. Non si tratta solo di archiviare documenti, ma di costruire un sistema condiviso in cui ogni informazione clinica diventa accessibile e utilizzabile in tempo reale. Il medico di medicina generale e il pediatra di libera scelta, lo specialista e il medico ospedaliero possono lavorare sugli stessi dati, con una visione completa e aggiornata del paziente.
All’interno del fascicolo confluiscono referti, prescrizioni, terapie, allergie e lettere di dimissione. Il Patient Summary sintetizza gli elementi essenziali e diventa uno strumento chiave soprattutto nei contesti di emergenza, dove la rapidità delle decisioni incide direttamente sugli esiti clinici.
“Questo sistema si inserisce in una visione più ampia di monitoraggio della sanità a trecentosessanta gradi, anche sul territorio. Un paziente che si sposta verso l’ospedale per un evento acuto o per una visita specialistica può essere seguito da tutti i professionisti sanitari. Parliamo di un mezzo fondamentale per la cura del paziente. Consente una presa in carico più continua e permette ai diversi livelli assistenziali di dialogare in modo concreto. Significa avere informazioni disponibili nel momento in cui servono, senza ritardi o passaggi intermedi, con un impatto diretto sulla tempestività e sull’efficacia degli interventi”, aggiunge.
“La vera sfida adesso riguarda la qualità dei dati inseriti. Un fascicolo aggiornato consente decisioni più appropriate e migliora il coordinamento tra servizi. Per i medici significa integrare la dimensione digitale nella pratica quotidiana e rendere il Fascicolo Sanitario Elettronico parte integrante del percorso di cura, non un semplice adempimento amministrativo”, conclude.







