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Fascicolo sanitario elettronico 2.0: Sicilia avanti con i protocolli: obiettivo marzo 2026 CLICCA PER IL VIDEO

venerdì 19 Dicembre - 2025 | di Giorgia Görner Enrile | Categorie: Video

È partita martedì, come annunciato da ilSicilia.it e SiciliaMedica.it, la prima fase operativa del progetto sul Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0, finanziato attraverso la Missione 6 Salute del PNRR.

La Sicilia è la prima regione in Italia ad avviare concretamente questa fase, segnando un passo avanti decisivo nella digitalizzazione della sanità pubblica.

L’obiettivo è rendere pienamente attivo, entro marzo 2026, un sistema digitale capace di raccogliere in modo strutturato e aggiornato tutte le informazioni cliniche dei cittadini siciliani. Per la Sicilia, l’investimento complessivo ammonta a circa 6,2 milioni di euro, distribuiti tra le nove aziende sanitarie provinciali in base al numero di assistiti.

A guidare l’attuazione del progetto sono le province di Palermo e Messina, che hanno già firmato i protocolli operativi con gli Ordini dei medici. A Palermo arriveranno oltre 1,5 milioni di euro, mentre a Messina il finanziamento supera i 774 mila euro. Seguono Catania con quasi 1,4 milioni, Agrigento con più di 524 mila euro, Trapani con oltre 537 mila, Siracusa con quasi mezzo milione, Ragusa con circa 419 mila, Caltanissetta con 320 mila e infine Enna con poco più di 202 mila euro.

Il progetto coinvolgerà un bacino di quasi 25 mila medici in tutta l’Isola, tra cui circa 7 mila nella provincia di Palermo e oltre 3 mila in quella di Messina. Si tratta di medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, specialisti ambulatoriali e operatori delle strutture private accreditate, che saranno formati per accompagnare i cittadini nella transizione digitale.

Il protocollo siglato a Palermo tra Asp e Ordine dei medici, presentato nella sede di Villa Magnisi, oggi, 19 dicembre, definisce in dettaglio l’organizzazione delle attività formative, con l’obiettivo di migliorare le competenze digitali e rendere operativa la nuova modalità di accesso e gestione dei dati sanitari.

“La platea da formare è molto ampia – ha spiegato Toti Amato, presidente dell’Ordine dei Medici di Palermo -. Il fascicolo sanitario elettronico non è solo uno strumento utile a chi lavora nella sanità, ma è pensato soprattutto per il cittadino. Consentirà a ciascuno di avere una scheda sanitaria digitale accessibile, ovviamente con il consenso del medico curante. Ecco perché il rapporto fiduciario con il medico di famiglia diventa ancora più centrale”.

Anche il presidente dell’Ordine dei Medici di Messina, Giacomo Caudo, ha sottolineato l’importanza del contributo degli ordini professionali: “È una sfida impegnativa ma entusiasmante. La qualità dei dati inseriti farà davvero la differenza. Un fascicolo aggiornato consente ai medici di intervenire con maggiore precisione, evitando esami inutili e migliorando la qualità delle cure”.

“Il fascicolo sarà un vero e proprio salvavita. Permetterà al medico di avere subito il quadro clinico completo del paziente. In situazioni d’emergenza, ma anche in contesti internazionali, questo può fare la differenza”, ha sottolineato Giacomo Scalzo, dirigente generale del DASOE.

Durante i cicli formativi saranno chiariti tempi, contenuti e strumenti operativi. Il programma prevede anche lo sviluppo di nuove competenze informatiche, indispensabili per utilizzare il fascicolo in modo efficace.

“Questo processo di digitalizzazione è parte di un piano più ampio voluto dal Ministero e che la Regione ha recepito, programmando una serie di azioni concrete –  ha detto Salvatore Iacolino, dirigente generale del Dipartimento per la Pianificazione Strategica -. Tutto ciò servirà ad alimentare in modo strutturato i flussi informativi del fascicolo, fino a costruire un quadro sintetico, ma completo, della salute di ogni cittadino”.

“Parliamo di una svolta per il nostro sistema sanitario. Questo strumento ci consente di stare al passo con le innovazioni che l’Europa richiede, ma soprattutto semplifica il percorso del paziente, dal primo accesso alla presa in carico. Per chi governa i bisogni sanitari, sarà un supporto prezioso”,  ha concluso con orgoglio Daniela Faraoni, assessore regionale della Salute.

Tecnologia, metodo e misurazione

Il piano operativo avviato a Palermo con la firma del protocollo tra Asp e Ordine dei medici definisce in maniera dettagliata l’organizzazione della formazione: tempi, contenuti, responsabilità e strumenti sono stati tracciati con precisione. Particolare attenzione è riservata allo sviluppo delle competenze digitali, considerate un passaggio chiave per migliorare la qualità dei servizi sanitari e garantire l’interoperabilità dei dati.

La struttura del programma si muove lungo due direttrici principali. Da un lato, l’aggiornamento professionale e l’allineamento alle linee guida nazionali e regionali sul FSE 2.0; dall’altro, la promozione di buone pratiche tra medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e specialisti accreditati, con l’obiettivo di rafforzare l’integrazione tra territorio, pediatria e sanità convenzionata.

Elemento centrale del percorso è il monitoraggio, inteso come strumento di garanzia e trasparenza. Sono previste verifiche in corso d’opera per controllare l’aderenza al cronoprogramma, e valutazioni finali per misurare risultati e ricadute reali. Gli indicatori riguarderanno quattro aree: partecipazione, gradimento, apprendimento e impatto operativo, con un focus sull’incremento effettivo dell’uso degli strumenti digitali e sui cambiamenti organizzativi prodotti.

Per coordinare l’intero percorso è prevista una piattaforma digitale unica, a supporto sia della gestione che del tracciamento delle attività. A guidare il processo sarà una struttura organizzativa multidisciplinare che coinvolge, oltre a medici e pediatri, anche esperti di sanità pubblica, formatori, progettisti didattici ed esperti di monitoraggio e valutazione.

 

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