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Dalla nascita all’adolescenza, Corsello: “Crescere bene oggi significa prevenire le malattie di domani” CLICCA PER IL VIDEO

giovedì 23 Luglio - 2026 | di Giorgia Görner Enrile | Categorie: Salute, Video

In un Paese che fa sempre meno figli, la salute dei bambini diventa una priorità ancora più decisiva. Secondo l’Istat, nel 2025 in Italia le nascite sono scese a 355mila, nuovo minimo storico. A questo si aggiungono gli indicatori sugli stili di vita rilevati da OKkio alla Salute dell’Istituto superiore di sanità. Tra i bambini di 8-9 anni circa uno su cinque è in sovrappeso, uno su dieci è obeso e il 45,1% trascorre più di due ore al giorno davanti a Tv, videogiochi, tablet o cellulare.

“Il neonato è un soggetto per definizione fragile, perché ha bisogno, per la sua crescita e per il suo sviluppo, di sostegno, sicurezza, un ambiente confortevole e un’alimentazione adeguata. Auspicabilmente anche dell’allattamento materno, che è importante perché rappresenta un fattore di salute e aumenta la qualità della relazione tra il neonato e la mamma”.

A dichiararlo è Giovanni Corsello, professore ordinario di Pediatria all’Università di Palermo, Dipartimento PROMISE, per il Programma Mattone Internazionale Salute, che nel quadro delle sue attività di promozione della salute sostiene iniziative volte alla sensibilizzazione, alla prevenzione, alla collaborazione tra sistemi sanitari europei e alla condivisione delle buone pratiche cliniche.

“I bisogni più importanti nei primi mesi sono alimentazione adeguata e sicurezza, quindi un ambiente idoneo. Tutto questo va costruito e realizzato. Il pediatra di famiglia è il riferimento più importante non solo per la salute del neonato, ma anche per aiutare la famiglia a creare le condizioni migliori per la sua crescita e per il suo sviluppo. Dobbiamo essere consapevoli che un neonato, un bambino che cresce in salute, ha più probabilità di diventare un adulto in salute”.

I bisogni essenziali

“Nei primi mesi di vita il bambino dipende completamente dall’ambiente che lo circonda. Per questo la famiglia deve essere accompagnata nella costruzione di condizioni favorevoli alla crescita: un’alimentazione corretta, un contesto sicuro, ritmi adeguati e una relazione stabile con le figure di riferimento. L’allattamento materno, quando possibile, ha un valore importante non solo dal punto di vista nutrizionale, ma anche relazionale. Aiuta a rafforzare il legame tra madre e neonato e contribuisce alla salute del bambino”.

“La salute del neonato non si costruisce soltanto con gli interventi sanitari. Si costruisce anche con l’attenzione ai bisogni primari e con una relazione di fiducia tra famiglia e pediatra. Il pediatra deve seguire la crescita, intercettare eventuali segnali di difficoltà e sostenere i genitori nelle scelte quotidiane. È da qui che comincia il percorso di salute dell’età evolutiva”.

Alimentazione, movimento e sonno

“Durante la crescita è importante che i genitori si curino della qualità dell’alimentazione e degli stili di vita del bambino. Bisogna garantire un’alimentazione adeguata, evitando sia le carenze nutrizionali, quindi le diete troppo selettive, sia gli eccessi alimentari, l’eccesso di calorie e l’eccesso di proteine”.

“I bambini devono essere abituati sin dall’età prescolare ad avere un’attività fisica quotidiana. Muoversi è importante per la salute fisica, ma anche perché l’attività motoria e sportiva inserisce il bambino in un contesto sociale e relazionale. Questo aiuta anche a prevenire un’eccessiva esposizione agli schermi e ai social, che può avere effetti negativi sul piano psicologico”.

“Durante la crescita serve un sonno prolungato durante la notte e bisogna evitare che smartphone e dispositivi digitali interferiscano con questo bisogno. Il sonno è fondamentale per le attività scolastiche, per l’apprendimento e per le relazioni sociali che si sviluppano nel corso della giornata. Se cambiano in modo significativo alimentazione, sonno, comportamento o capacità di relazione, è importante parlarne con il pediatra”.

Famiglia, ascolto e relazioni

“Il benessere psicologico e relazionale è importante quanto la salute fisica, soprattutto in adolescenza. Se non esiste una relazione improntata alla fiducia e alla sicurezza, anche all’interno della famiglia, il bambino o l’adolescente può cercare compensi affettivi attraverso i social o attraverso contatti che possono esporlo a esperienze negative. Questi aspetti non sono secondari rispetto ai bisogni fisici. Fanno parte integrante del percorso di sviluppo che il bambino compie durante tutta l’età evolutiva, fino al raggiungimento dell’età adulta, che per convenzione oggi identifichiamo a 18 anni. La salute non è solo assenza di malattia, ma anche equilibrio relazionale, sicurezza affettiva e capacità di crescere dentro legami sani”.

“Per questo la famiglia deve restare un luogo di ascolto, fiducia e protezione. In adolescenza, in particolare, i ragazzi hanno bisogno di sentirsi riconosciuti e accompagnati. Il pediatra può avere un ruolo importante anche nel cogliere fragilità che non si manifestano soltanto con sintomi fisici, ma con cambiamenti nel comportamento, nelle relazioni e nelle abitudini quotidiane”.

Una pediatria estesa e integrata

“La pediatria è la disciplina che si occupa di tutta l’età evolutiva, dalla nascita fino al completamento dell’adolescenza. È una fase della vita che ha bisogno di uno specialista con competenze ed esperienze specifiche, capace di interpretare correttamente i bisogni di salute dei bambini e degli adolescenti. Il pediatra di famiglia si occupa delle cure primarie e rappresenta il primo riferimento per la famiglia. Questa funzione deve però collegarsi con la pediatria ospedaliera, soprattutto quando emergono bisogni più complessi, malattie croniche, condizioni che richiedono competenze specialistiche o situazioni di emergenza e urgenza”.

“Serve una disciplina sempre più orientata alla prevenzione, perché prevenire le malattie nei bambini significa prevenirle anche nell’età adulta. I tre ambiti fondamentali sono questi: una pediatria estesa a tutta l’età evolutiva, integrata tra ospedale e territorio e orientata alla prevenzione. Solo così possiamo garantire davvero quella protezione dei diritti dei bambini che oggi rappresenta anche una frontiera etica della pediatria”, conclude Corsello.

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