“Abbiamo approvato con procedure d’urgenza il disegno di legge di delega al Governo per l’adozione di misure in materia di riorganizzazione e potenziamento dell’assistenza territoriale e ospedaliera e revisione del modello organizzativo del Servizio sanitario nazionale. Un provvedimento che vuole garantire e rendere effettivo quanto disposto dall’articolo 32 della Costituzione. Un Ssn più moderno, coerente con il Pnrr, e capace di rispondere alle esigenze con nuovi modelli, si punta a nuovi ospedali di riferimento nazionali, di terzo livello, per ridurre la mobilità sanitaria”. Lo ha dichiarato il ministro della Salute Orazio Schillaci al termine del Consiglio dei ministri che, nel pomeriggio del 12 gennaio, ha approvato il provvedimento.
Nel suo intervento Schillaci ha rivendicato la volontà di preservare i pilastri storici del sistema e di spostare il baricentro sulla persona e sulla prossimità delle cure. “Vogliamo preservare quelle che sono le basi su cui è fondato il Ssn nel 1978, universalità delle cure, equità, solidarietà. Sono caratteristiche che anche a livello internazionale sono da tutti riconosciute. Vogliamo dare maggiore centralità alla persona e la prossimità di accesso alle cure”.
Poi ha collegato la riforma a un cambio di prospettiva organizzativa, con un’integrazione più stretta tra ospedale e territorio, soprattutto per non autosufficienza e cronicità. “Rafforziamo l’integrazione tra ospedale e territorio con nuovi modelli di presa in carico in particolare per la non autosufficienza e per le cronicità. Ricordo che fino ad oggi avevamo il Dm 70 del 2015 che si occupava di assistenza ospedaliera e il Dm 77 del 2022 che si occupava di assistenza territoriale. Oggi non possiamo non avere una visione congiunta di quella che è la sanità territoriale e ospedaliera”.
Sul capitolo ospedali, il ministro ha anticipato un aggiornamento della classificazione delle strutture con l’introduzione degli ospedali di terzo livello, che ha descritto come poli di eccellenza a bacino nazionale o sovranazionale. “Aggiorneremo la classificazione delle strutture ospedaliere con l’introduzione di questi ospedali di terzo livello come strutture di eccellenza con bacino di utenza nazionale o sovranazionale proprio per ridurre la mobilità sanitaria“. Nello stesso passaggio ha citato gli ospedali elettivi, indicandoli come punti privi di pronto soccorso destinati ad accogliere pazienti acuti non urgenti provenienti da strutture di livello superiore. “Saranno individuati ospedali elettivi per punti privi di pronto soccorso dove trasferire i pazienti acuti non urgenti da altre strutture di livello superiore”.
Schillaci ha collegato l’impianto anche al tema dell’appropriatezza e dei nuovi standard di ricovero, richiamando coerenza con l’ospedale di comunità e con il Pnrr, e ha inserito tra gli obiettivi il rafforzamento delle buone pratiche sul piano anche giuridico. “Obiettivo della riforma è anche migliorare l’appropriatezza dell’offerta ospedaliera con nuovi standard per attività di ricovero in coerenza con la disciplina dell’ospedale di comunità e con il Pnrr. In questa ottica vogliamo potenziare le buone pratiche clinico assistenziali organizzative sotto il profilo del riconoscimento giuridico”.
Nel quadro complessivo, il ministro ha richiamato l’attenzione su domiciliarità, farmaci per la non autosufficienza, integrazione socio sanitaria, bioetica clinica e riordino della medicina territoriale. “Il provvedimento dedica attenzione alla promozione della domiciliarità e all’erogazione dei farmaci per le persone non autosufficienti. Si punta alla valorizzazione della bioetica clinica come strumento di umanizzazione delle cure e rafforzare gli interventi sanitari e socio sanitari. E poi la previsione di un riordino della disciplina dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta per rafforzare il loro contributo nell’assistenza territoriale”.
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