Biodiversità e salute sono strettamente legate e hanno un impatto reciproco. La biodiversità è fonte di cibo come di medicine e di energia e svolge funzioni fondamentali che vanno dalla regolamentazione di parassiti e malattie al mitigamento del cambiamento climatico e delle catastrofi naturali.
Purtroppo la perdita di biodiversità contribuisce all’insorgenza di problematiche legate alla salute è quindi l’urgente necessità di sforzi sincronizzati per proteggere la ricchezza biologica del nostro pianeta, che è fondamentale per sostenere la vita come la conosciamo.
“Ben il 75% della popolazione si ammala e muore per malattie non trasmissibili che sono principalmente dovute a fattori ambientali”, evidenzia Hellas Cena, Prorettore per la Terza Missione dell’Università di Pavia e Spoke Manager del National Biodiversity Future Center (NBFC), durante il primo forum nazionale della Biodiversità che si è svolto a Palermo, lo scorso 22 maggio 2024.
L’esperta ha evidenziato che bisogna legare la biodiversità alla salute, e che per i medici “la biodiversità deve esse un qualcosa a cui riferirsi per fare leva sulla lifestyle medicine da una parte e sulla valorizzazione, per esempio di tutte le molecole bioattive che possono aiutarci nella cura e nella prevenzione delle malattie”.
L’adozione di stili di vita compatibili con la tutela della biodiversità, quindi, spinge fortemente a mobilitare il settore della sanità pubblica e a intraprendere misure concrete per contrastare gli elementi che mettono a rischio i delicati equilibri ecosistemici.
Biodiversità e ricerca
In una terra come l’Italia, e in particolare la Sicilia, la conservazione il monitoraggio e la valorizzazione della biodiversità sono fondamentali. Difatti l’Italia è caratterizzata da un patrimonio di biodiversità tra i più significativi in ambito europeo sia per numero totale di specie animali e vegetali. Più specificatamente: la fauna è stimata in oltre 58.000 specie, di cui circa 55.000 di Invertebrati (95%), 1812 di Protozoi (3%) e 1265 di Vertebrati (2%), mentre la flora è costituita da oltre 6.700 specie di piante vascolari (di cui il 15% endemiche), 851 di Muschi e 279 Epatiche.
“L’influenza della biodiversità si estende al benessere culturale e mentale, si intreccia con le pratiche culturali e contribuisce all’identità e all’appartenenza – evidenzia Cena, anche sul riporta Centa su The Lancet -. La necessità di strategie coese e il ruolo innovativo e centrale di un centro di ricerca sulla biodiversità nel Mediterraneo sono cruciali per far avanzare la nostra comprensione del monitoraggio, della conservazione e del ripristino della biodiversità e per promuovere un uso sostenibile delle risorse biologiche”.
Per raggiungere questi obiettivi la ricerca deve diventare un valore per la società, mentre la comunicazione e l’innovazione devono essere strumenti strategici nell’ottica di contribuire alla conservazione ed al ripristino della biodiversità e migliorare la salute del pianeta e quindi umana.







