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Farmaci per la disforia di genere nei minori, il Governo presenta il disegno di legge “sempre umano”

martedì 7 Ottobre - 2025 | di Giorgia Görner Enrile | Categorie: News ed eventi, Salute

Un registro nazionale per monitorare i trattamenti farmacologici dei minori con disforia di genere, l’obbligo di diagnosi multidisciplinare e di percorsi psicologici documentati, il parere preventivo del comitato etico pediatrico.
Sono questi i cardini del nuovo disegno di legge n. 2575, depositato alla Camera l’11 agosto 2025 dai ministri della Salute Orazio Schillaci e per la Famiglia Eugenia Roccella.

Il provvedimento, intitolato: Disposizioni per l’appropriatezza prescrittiva e il corretto utilizzo dei farmaci per la disforia di genere”, mira, secondo la relazione illustrativa, a garantire: “Un approccio prudente, trasparente e monitorato” nei trattamenti che coinvolgono soggetti minorenni.

Nei prossimi giorni sarà la Commissione Affari sociali della Camera dei Deputati a iniziare l’esame del disegno di legge, finalizzato a disciplinare e monitorare i trattamenti sanitari destinati alle persone minori di età nei casi di diagnosi di disforia di genere (DGM – disforia di genere nei minori).

Il contesto e gli obiettivi

La proposta nasce, si legge nella relazione: “Dal bisogno di salute delle persone minori di età, in particolare dalla necessità di monitorarne i trattamenti sanitari nei casi di diagnosi di disforia di genere (DGM)”.

Il tema era stato affrontato per la prima volta dal Comitato nazionale per la bioetica (CNB) nel 2018, quando l’AIFA chiese un parere sull’uso off label della triptorelina, un farmaco impiegato per il blocco della pubertà.
Da allora, il medicinale è stato inserito nell’elenco dei farmaci erogabili a carico del Servizio sanitario nazionale, ma il dibattito scientifico ed etico si è intensificato anche a seguito delle scelte restrittive adottate da Paesi come Gran Bretagna, Finlandia e Svezia.

Nel novembre 2024, il CNB è tornato sul tema, segnalando la carenza di dati sui minori trattati in Italia e raccomandando l’istituzione di un registro nazionale dedicato. Il disegno di legge recepisce tale indicazione e stabilisce un quadro normativo volto a garantire, secondo il Governo, appropriatezza prescrittiva e tutela dei minori.

Articolo 1

Il primo articolo disciplina la somministrazione dei farmaci bloccanti della pubertà e degli ormoni mascolinizzanti o femminilizzanti.
La cura potrà essere avviata solo dopo una diagnosi effettuata da un’équipe multidisciplinare e la documentazione di precedenti percorsi psicologici, psicoterapeutici o psichiatrici.

Tutto dovrà avvenire nel rispetto dei protocolli adottati dal Ministero della Salute e previa acquisizione del consenso informato, come previsto dalla legge 219 del 2017.

Fino all’adozione dei protocolli sarà necessario il parere del comitato etico a valenza nazionale per le sperimentazioni cliniche in ambito pediatrico, previsto dalla legge 3 del 2018.

Entro novanta giorni dall’entrata in vigore della legge, l’AIFA dovrà istituire un registro delle prescrizioni e dispensazioni, destinato a monitorare ogni trattamento.
Il Ministero della Salute avrà trenta giorni per fornire le linee guida, che dovranno includere diagnosi, percorsi psicologici, eventuali comorbilità e dati di follow-up.
L’AIFA trasmetterà poi, ogni sei mesi, un rapporto al Ministero con i dati raccolti.

Articolo 2 

Il secondo articolo prevede l’istituzione di un tavolo tecnico presso il Ministero della Salute, composto da sette membri:

  • un rappresentante del Ministero della Salute;

  • uno dell’Autorità politica per la Famiglia, con funzioni di presidente;

  • cinque esperti in materia.

Il tavolo non prevede compensi o gettoni di presenza e avrà il compito di valutare i rapporti semestrali dell’AIFA e contribuire alla redazione della relazione triennale al Parlamento.

La relazione dovrà illustrare gli esiti del monitoraggio dei trattamenti per disforia di genere e lo stato di attuazione della legge, fornendo un quadro aggiornato e scientificamente validato.

Articolo 3

L’articolo finale stabilisce che tutte le attività previste saranno svolte senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, utilizzando le risorse umane e strumentali già disponibili.

Una relazione tecnica allegata conferma la neutralità economica del provvedimento e ricorda che i registri AIFA sono già strumenti consolidati per monitorare l’appropriatezza prescrittiva, attivi in numerose aree terapeutiche.

Tra tutela e libertà terapeutica

Il disegno di legge, ribattezzato da alcuni osservatori “sempre umano per l’enfasi posta sul controllo e sulla prudenza nei trattamenti sui minori, interviene in un campo eticamente sensibile e scientificamente complesso.

Da un lato il Governo sostiene di voler rafforzare la sicurezza e la trasparenza; dall’altro, le associazioni per i diritti LGBTQ+ temono che le nuove procedure possano tradursi in ostacoli all’accesso ai trattamenti già previsti dalla normativa AIFA.

L’esame parlamentare, a partire dalla Commissione Affari sociali, sarà dunque il banco di prova per capire se la norma riuscirà davvero a coniugare tutela della salute, autonomia terapeutica e rispetto dell’identità personale.

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