Un minuto può sembrare poco. In un arresto cardiaco può essere già una parte decisiva della vita che resta da salvare. È con questo obiettivo che si è svolto oggi a Palermo il corso di BLSD promosso dal gruppo “Medici sempre – in standby e in attività”, realtà nata nell’ambito della comunità dell’Ordine dei Medici di Palermo.
L’iniziativa, rivolta a medici, farmacisti e operatori sociosanitari. Punta a costruire un linguaggio operativo comune tra figure che incontrano ogni giorno cittadini, pazienti e situazioni di possibile fragilità. Riconoscere un’emergenza, avviare le prime manovre salvavita e usare correttamente il defibrillatore significa trasformare il tempo dell’attesa in tempo di intervento, soprattutto quando ogni secondo può incidere sull’esito del soccorso.
L’appuntamento, coordinato da Gerlando Di Salvo, medico di medicina generale e referente del gruppo, nasce da una richiesta ampia di adesioni. Il limite massimo previsto per ogni sessione, fissato a 18 partecipanti, ha reso necessario organizzare il percorso formativo in modo mirato, così da garantire esercitazioni pratiche, attenzione individuale e una reale acquisizione delle manovre salvavita.
A guidare la parte scientifica e formativa del corso è stato Giuseppe Disclafani, responsabile scientifico e docente del percorso BLSD. Disclafani ha già seguito precedenti attività promosse dall’Ordine dei Medici di Palermo sulle manovre di rianimazione cardiopolmonare e sull’utilizzo del defibrillatore. La sua presenza dà continuità al percorso formativo avviato negli anni dall’Ordine.
Il corso è stato realizzato anche grazie al supporto del 112, ha riunito professionisti che possono trovarsi ad affrontare un evento improvviso in ambulatorio, in farmacia, in una struttura assistenziale o in uno spazio pubblico. In questi casi la rapidità della risposta, la capacità di coordinarsi con il sistema di soccorso e la padronanza delle manovre di base possono incidere in modo decisivo sull’esito dell’intervento.
L’iniziativa si inserisce nel percorso del gruppo “Medici sempre – in standby e in attività”, che promuove momenti di formazione, partecipazione e aggregazione tra colleghi. Non solo emergenza e prevenzione, dunque, ma anche occasioni culturali e sociali pensate per rafforzare il senso di appartenenza alla categoria, valorizzare i legami umani e mantenere vivo il rapporto tra professione medica e comunità. In questa prospettiva, il corso di BLSD aggiunge una dimensione operativa a un impegno più ampio, perché traduce la presenza dei sanitari in competenze concrete da mettere al servizio dei cittadini.
“Questo corso di BLSD mette insieme medici, farmacisti e operatori sociosanitari. È una sinergia importante. Rafforza il rapporto professionale tra categorie diverse e valorizza una responsabilità comune. Nei primi minuti di un’emergenza, infatti, ciascuno può fare la differenza. Per questo abbiamo voluto costruire un momento formativo concreto, guidato dal dottor Giuseppe Disclafani, responsabile scientifico e docente del corso. L’obiettivo è dare ai partecipanti strumenti pratici, consapevolezza e maggiore sicurezza nell’intervento”, spiega Di Salvo.
“All’inizio ho chiesto ai partecipanti di restare un minuto in silenzio. Quel minuto appena trascorso è uno dei soli quattro che possono separare la vita di una persona da un danno cerebrale irreversibile. Oggi siamo qui per imparare a trasformare quei quattro minuti in un tempo utile per agire. Non in pochi istanti dominati dal panico. È questo il senso più profondo del corso. Non basta conoscere una procedura. Bisogna essere pronti, presenti e responsabili quando qualcuno ha bisogno. La formazione BLSD richiama ogni professionista sanitario a una consapevolezza concreta. La competenza non resta dentro l’ambulatorio, la farmacia o la struttura in cui si lavora. Può diventare una risorsa per l’intera comunità”, conclude.








