“I tempi delle liste d’attesa restano lunghi e non accettabili”. A dirlo è Giorgia Meloni, intervenuta, oggi 9 aprile, alla Camera durante l’informativa sull’azione del Governo in sanità, indicando la necessità di rafforzare gli interventi su uno dei nodi più critici del Servizio sanitario nazionale.
“È evidente che, per molti italiani, i tempi restano troppo lunghi, l’accesso troppo difficile, le differenze territoriali ancora troppo marcate. E questo non è accettabile, perché la sanità è uno dei pilastri della nostra nazione. Per questo il nostro impegno deve essere più forte, più concreto, più visibile nella vita quotidiana delle persone”, ha proseguito la presidente del Consiglio, sottolineando l’azione dell’esecutivo sul fronte sanitario: “Il Governo ha portato il Fondo sanitario nazionale al livello più alto di sempre: 143 miliardi nel 2026, 17 miliardi in più rispetto all’inizio della legislatura. Abbiamo inoltre affrontato il tema delle liste d’attesa senza limitarci a considerarlo una competenza esclusivamente regionale, come avvenuto in passato“.
Sul piano operativo, la premier ha annunciato l’arrivo dei dati del sistema di monitoraggio delle liste d’attesa, destinati a fornire un quadro dettagliato delle criticità. “Questo ci consentirà finalmente di intervenire in modo mirato ed efficace sugli ambiti più critici. Servirà però un impegno corale, perché se Stato e Regioni non lavorano insieme, il sistema si inceppa e a pagarne le conseguenze sono i cittadini”, ha aggiunto.
“Voglio rivolgere alle Regioni una disponibilità e un appello: facciamo squadra. L’esito di questa sfida dipenderà soprattutto dalla capacità di lavorare insieme, fianco a fianco, per garantire risposte concrete ai cittadini”, ha concluso.
Sul tema è intervenuto anche Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici, dopo le parole della premier.
“Si è investito poco sui professionisti sanitari e quindi sul loro numero – ha evidenziato -. Per risolvere davvero le liste d’attesa serve rendere attrattivo il Servizio sanitario nazionale per i professionisti. Senza di loro, le liste non si riducono”.








