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Donazione organi, Battaglia: “Sicilia vive una nuova era frutto di un lavoro capillare”

venerdì 1 Dicembre - 2023 | di Giorgia Görner Enrile | Categorie: News ed eventi

“Non c’è trapianto senza donazione. Questa frase, ormai quasi uno slogan, la ripeto incessantemente con l’intento di piantare un seme nelle coscienze. E sempre di più in Sicilia assistiamo ad un virtuoso raccolto“.

Foto di Renato Zacchia

Giorgio Battaglia, coordinatore del Centro Regionale Trapianti, pone una riflessione sui recenti risultati ottenuti in Sicilia in merito alla donazione di organi.

L’Isola, negli ultimi mesi, difatti, ha registrato un incremento de 30% di donazioni. Ottobre è stato un mese da record per gli interventi di trapianto d’organi. Il “Sì!” di 7 donatori ha da poco riacceso la speranza di vita in 20 pazienti che sono in attesa di trapianto. Inoltre, secondo l’Indice del Dono, pubblicato dal Ministero della Salute, Geraci Siculo (PA) è il Comune più generoso d’Italia con un indice del dono di 94,58/100 e un tasso di consensi del 96,8%. Segue Marianopoli (CL), con un indice del dono di 87,18/100 e il 100% dei consensi.

La cultura del dono

“Dietro a questi numeri vi è un lavoro lento, ma costante, di alfabetizzazione della popolazione su un tema difficile e delicato che riguarda la relazione e la interconnessione tra la vita e la morte – spiega Battaglia -. La cultura del dono parte da un gesto nobile di libertà che, tuttavia, può solo nascere da una conoscenza e consapevolezza dell’atto. E’ necessario pertanto un capillare, paziente e instancabile lavoro di comunicazione e divulgazione che si apre essenzialmente a due direttrici: quella di una sensibilizzazione, che fa leva sul senso civico, sull’altruismo, sulla generosità e l’empatia di un popolo che queste virtù le ha già scritte nel proprio DNA e un’altra che riguarda la conoscenza dell’intero processo che dalla donazione porta al trapianto“.

“Spiegare che un cuore che batte non sempre significa la vita, non è una cosa facile da capire, anche a livello inconscio – sottolinea -. Il progresso scientifico ha sdoganato termini come morte cerebrale o arresto cardiaco, che cambiano la tradizionale visione di una demarcazione Vita/Morte ed è in quel limbo, che ancora la vita fa scacco alla morte e rinasce da sè in un fiorire di altre vite”.

Oggi in Sicilia assistiamo ad un upgrade di consapevolezza e conoscenza che si legge come svolta a livello antropologico. E’ l’inizio di una nuova era che porta con se un valore etico-civico-solidaristico – conclude -. Si potrebbe dire citando Marcel Mauss (antropologo e sociologo) che “il dono ha la funzione sociale totale, mette in moto la totalità della società e delle sue istituzioni”. Il dono è l’espressione dello scambio sociale e costituisce la precondizione perché una società sia possibile”.

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