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Sanità, Schillaci fa il punto sulla Legge di Bilancio: “Più fondi, più personale, meno liste d’attesa”

lunedì 1 Settembre - 2025 | di Redazione | Categorie: Lavoro

Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, al Meeting di Rimini ha tracciato le priorità in vista della Legge di Bilancio. L’aumento del Fondo sanitario dovrebbe aggirarsi intorno ai 6 miliardi. “Risorse che serviranno ad affrontare le principali criticità: ridurre la carenza di personale, perché disporre di capitale umano adeguato significa tagliare i tempi di attesa per visite ed esami diagnostici e avere Pronto soccorso non in affanno”.

Schillaci ha ricordato che il Fondo sanitario nazionale nel 2025 ha raggiunto quota 136,5 miliardi, con un incremento di oltre 10 miliardi rispetto al 2022. Con la prossima finanziaria ci saranno altre risorse per il 2026, che si aggiungono ai 4 miliardi già previsti, destinate soprattutto al personale sanitario”.

Un nodo centrale resta la valorizzazione dei professionisti: Bisogna pagare meglio gli operatori sanitari. Dobbiamo rendere attrattivo il servizio pubblico, a partire dai settori che i giovani non scelgono perché poco gratificanti, privi di prospettive di carriera o segnati da continue aggressioni. Penso all’emergenza-urgenza, ma anche ad anatomia patologica e radioterapia. Per questo siamo intervenuti con indennità e detassazioni per chi lavora nei servizi di emergenza e con norme più severe contro la violenza nelle strutture. Inoltre, la riforma delle professioni sanitarie prevede la stabilizzazione dello scudo penale, che limita la punibilità ai soli casi di colpa grave: una misura attesa da anni dai medici, che eviterà esami inutili senza togliere ai cittadini il diritto al risarcimento in sede civile”.

Il ministro ha insistito anche sulla Sanità territoriale: Le nuove strutture rischiano di restare scatole vuote senza personale. Oggi c’è però la disponibilità dei medici di famiglia a lavorare 12 ore al giorno insieme a specialisti e infermieri, così da garantire servizi 7 giorni su 7. Con l’invecchiamento della popolazione, l’immagine del medico di base che lavora da solo è ormai anacronistica”.

Sul fronte delle liste d’attesa, Schillaci ha rivendicato i primi risultati della legge approvata nei mesi scorsi: Da gennaio a giugno 2025, 997 strutture hanno registrato un miglioramento medio del +21,3% nelle prestazioni prioritarie. La piattaforma di monitoraggio sta già dando risultati: tra il primo e il secondo trimestre, ad esempio, le mammografie sono cresciute del 40%. Dove le Regioni hanno attuato la norma — visite nei weekend, aperture serali, unificazione delle agende e coinvolgimento del privato accreditato — i segnali sono positivi”.

Lo sguardo resta puntato sull’universalismo del sistema: Il nostro obiettivo è una Sanità pubblica che garantisca a tutti le stesse cure, con attenzione ai più fragili. Purtroppo persistono disparità tra Regioni, ma il nostro sistema resta un unicum per qualità e accessibilità”.

Infine, il richiamo a un cambio di passo: “Dopo sette anni abbiamo approvato il decreto tariffe che garantisce i nuovi LEA a tutti i cittadini. Non vogliamo più sistemi sanitari regionali di serie A e di serie B. Le risorse ci sono, ma vanno spese bene: il problema non è solo economico, è di gestione”.

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