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Comparto Sanità, il Governo dà l’ok all’ipotesi di contratto 2022-2024: prossima tappa Corte dei Conti

venerdì 3 Ottobre - 2025 | di Giorgia Görner Enrile | Categorie: Lavoro

Il Consiglio dei Ministri, ieri 2 ottobre 2025, ha dato il via libera all’ipotesi di Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) del comparto Sanità 2022-2024, sottoscritta il 18 giugno 2025 dall’ARAN e da diverse organizzazioni sindacali di categoria. L’accordo interessa oltre 581 mila lavoratori del Servizio sanitario nazionale tra infermieri, operatori socio-sanitari, tecnici, amministrativi e personale non medico.

Ora la partita si sposta alla Corte dei Conti e alla Ragioneria generale dello Stato, chiamate a certificare la sostenibilità economica dell’accordo. Solo dopo questi passaggi si potrà arrivare alla firma definitiva tra sindacati e ARAN, seguita dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Le novità

L’ipotesi, articolato in otto titoli, prevede aumenti retributivi con decorrenza dal 1° gennaio 2024, e quindi il riconoscimento degli arretrati, oltre a nuove indennità specifiche. Tra le novità più attese c’è quella per il personale di Pronto soccorso, pari a circa 250 euro mensili, insieme a tutele legali rafforzate per chi subisce aggressioni sul lavoro e un ampliamento delle indennità legate ai turni notturni e ai servizi più disagiati.

Il contratto introduce un incremento medio in busta paga di circa 172 euro al mese per tredici mensilità, con variazioni in base all’inquadramento e alla qualifica professionale. Le risorse complessive superano 1,7 miliardi di euro e finanziano anche indennità mirate: 175 milioni per i pronto soccorso, 35 milioni per la specificità infermieristica e 15 milioni per la cosiddetta indennità di tutela del malato.

L’accordo definisce inoltre nuove regole per gli incarichi professionali e per la mobilità interna, stabilendo criteri più trasparenti e vincolando le amministrazioni alla pubblicazione annuale dei bandi. Viene rafforzata la possibilità di utilizzare strumenti di conciliazione vita-lavoro, come le ferie solidali, le ferie ad ore e forme di part-time agevolato, mentre si aprono margini più ampi per percorsi di formazione continua ed ECM, con una quota di crediti formativi gestita direttamente dal lavoratore.

Il testo prevede anche la parificazione retributiva tra ostetriche e infermieri, nuove norme per la gestione della libera professione e misure dedicate alla tutela della salute psicologica del personale, con la possibilità di supporto psicologico in caso di aggressioni o eventi traumatici.

Le posizioni sindacali

Non tutte le organizzazioni sindacali hanno sottoscritto l’ipotesi di contratto. La Fp Cgil e la Uil Fpl non hanno aderito e hanno contestato la mancanza di misure normative e organizzative più incisive. Le altre sigle hanno invece scelto di firmare, sottolineando l’importanza degli incrementi economici e delle nuove indennità per i professionisti sanitari.

Prossime tappe?

Se il parere della Corte dei Conti e della Ragioneria generale dello Stato sarà positivo, ARAN e sindacati procederanno alla firma definitiva e il contratto verrà pubblicato in Gazzetta Ufficiale, con l’entrata in vigore delle nuove norme e l’erogazione degli arretrati dal 1° gennaio 2024. In caso di parere negativo, l’ipotesi di contratto tornerà al tavolo tecnico per le modifiche richieste e l’iter subirà un ulteriore rallentamento.

Restano tuttavia irrisolte le criticità strutturali del Servizio sanitario nazionale, che non trovano risposta diretta nel rinnovo: la carenza di personale, la gestione dei turni e il fenomeno delle aggressioni sul posto di lavoro.

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