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Contratto sanità 2022-2024: fumata nera per la firma, scontro tra sindacati

mercoledì 15 Gennaio - 2025 | di Giorgia Görner Enrile | Categorie: Lavoro

Non si raggiunge l’accordo per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale del comparto Sanità 2022-2024, che interessa oltre 581.000 dipendenti del Servizio Sanitario Nazionale, tra cui infermieri, tecnici, personale amministrativo e sanitario non medico. L’assenza della maggioranza necessaria per la rappresentatività sindacale, pari al 51%, ha impedito la firma definitiva. I sindacati Cisl, Fials e Nursind si sono detti favorevoli, mentre Cgil, Uil e Nursing Up si sono opposti, bloccando così la procedura.

Il clima sindacale potrebbe complicare ulteriormente la ripresa delle trattative.

La bozza del contratto

Il contratto prevedeva risorse complessive per 1,784 miliardi di euro, includendo un aumento medio mensile di 172,37 euro, equivalente al 6,8% in più rispetto alle retribuzioni attuali. Le risorse includevano anche indennità specifiche:

  • 175 milioni di euro per l’indennità di pronto soccorso;
  • 35 milioni di euro per l’indennità di specificità infermieristica;
  • 15 milioni di euro per l’indennità di tutela del malato.

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Le posizioni dei sindacati

Cisl, Nursind e Fials:

I sindacati Cisl, Nursind e Fials hanno espresso forte rammarico per la mancata firma, sottolineando le conquiste ottenute. Secondo la Cisl Fp, “il contratto avrebbe garantito aumenti stipendiali del 7%, pari a oltre 170 euro lordi al mese, ulteriori 90 euro annui per i fondi contrattuali, e la rivalutazione di tutte le indennità grazie a stanziamenti di legge. Erano state introdotte tutele per la sicurezza sul lavoro, tra cui l’assunzione degli oneri legali in caso di aggressioni, e misure innovative come il buono pasto in smartworking e la settimana corta sperimentale”.

La Fials ha elencato i benefici persi: aumenti salariali tra 115 e 193 euro mensili a seconda delle aree, adeguamenti delle indennità di specificità infermieristica e di pronto soccorso con arretrati, e potenziamento della formazione ECM inclusa nell’orario di lavoro. Inoltre, il contratto prevedeva il patrocinio legale per le vittime di aggressioni, maggiori tutele per i lavoratori over 60, e progressioni verticali fino al 2026.

“La scelta di CGIL, UIL e Nursing Up di non firmare ha impedito ai lavoratori di beneficiare delle somme economiche e delle conquiste normative raggiunte,” ha dichiarato la Fials.

Cgil, Uil e Nursing Up:

CGIL, UIL e Nursing Up hanno rifiutato la firma, denunciando l’insufficienza delle risorse stanziate. Rita Longobardi, Segretaria Generale UIL FPL, ha spiegato: “A fronte di un’inflazione che sfiora il 17%, l’aumento del 6% lordo, pari a circa 50 euro netti mensili, è irrisorio. Le indennità sono ferme da oltre 20 anni, e i lavoratori, sovraccaricati, ricorrono eccessivamente a straordinari, mettendo a rischio la loro salute”.

Michele Vannini, Segretario FP-CGIL Nazionale, ha aggiunto: “Le risposte non erano sufficienti né dal punto di vista economico né normativo. Le risorse erano concentrate su straordinari e ore aggiuntive, aggravando i carichi di lavoro già insostenibili. Servono misure che garantiscano dignità salariale e migliori condizioni operative”.

Anche Nursing Up ha criticato l’accordo, definendolo “decisamente inadeguato” per la mancata valorizzazione professionale e gli scarsi investimenti nelle indennità.

Appello al Governo:

UIL e CGIL chiedono un intervento immediato del Governo per stanziamenti adeguati e una revisione delle proposte contrattuali. “Un sindacato serio non firma accordi al ribasso – ha detto Longobardi. Vannini -. Ci aspettiamo che Governo e Regioni si facciano carico della situazione per arrivare a una firma in tempi rapidi”.

Le reazioni:
Segreteria Nazionale Cisl Fp. Fials ha espresso amarezza per l’occasione mancata, ribadendo il proprio impegno a proseguire nella lotta per i diritti dei lavoratori: “La mancata firma è un grave errore che penalizza i lavoratori e i professionisti della sanità, togliendo loro aumenti, arretrati e tutele normative conquistate con mesi di negoziato“.

L’Aran

Antonio Naddeo, presidente dell’Aran, si è detto deluso per il mancato accordo: “Sembrava possibile firmare fino a questa mattina, ma la disponibilità è mancata al momento decisivo. La contrattazione è una mediazione, e non si può ottenere tutto. Ciò che due anni fa andava bene oggi sembra non bastare, nonostante questo contratto offra più risorse e innovazioni per i lavoratori”.

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