Specialisti, giuristi, rappresentanti delle stazioni appaltanti regionali, amministratori pubblici e mondo dell’industria si sono confrontati a Roma sulla governance dell’accesso al farmaco e ai dispositivi medici e sull’esigenza di costruire una metodologia comune nei processi di acquisto regionali.
Tra i relatori, Massimo Caruso, segretario generale AiSDeT, Maurizio Pastorello, direttore del Dipartimento farmaceutico interaziendale dell’Asp di Palermo, Fabrizio De Nicola, già direttore generale di aziende sanitarie e formatore di management sanitario, Carmine Volpe, già presidente aggiunto del Consiglio di Stato, Stefano Toschei, consigliere di Stato, e rappresentanti delle centrali di acquisto regionali, tra cui Nadia Ruffini per Soresa Campania, Donato Cavallo per AreaCom Abruzzo, Anna Vidoni per Aria Lombardia, Cinzia Lilliu per la Centrale regionale di committenza della Sardegna e Roberta Milazzo per la CUC Sicilia.
L’incontro, promosso da AiSDeT, ha rappresentato un momento di sintesi di un’attività di analisi sviluppata attraverso interviste, incontri e questionari rivolti ai principali attori coinvolti negli acquisti in sanità. Al centro del confronto, l’impatto delle direttive europee sugli appalti pubblici, la semplificazione delle procedure, il dialogo con il mercato e l’utilizzo di strumenti più innovativi per rendere più rapido ed efficace l’accesso a farmaci e dispositivi medici.
Dal confronto al questionario
Il confronto ha permesso di passare da una riflessione generale sugli appalti sanitari a un lavoro più strutturato di raccolta delle criticità. Il questionario e gli incontri con le stazioni appaltanti, il management amministrativo e l’industria hanno fatto emergere difficoltà operative, differenze territoriali e nodi procedurali che incidono sui tempi e sulla qualità degli acquisti in sanità.
Dall’attività è emerso un disallineamento tra le stazioni appaltanti regionali. Una differenza che non deriva da scarsa volontà, ma dalla forte autonomia dei diversi contesti territoriali. Le centrali di acquisto operano infatti con modelli organizzativi differenti, assetti societari diversi e dotazioni di personale molto variabili. Questo rende più difficile costruire comportamenti omogenei e un perimetro comune di azione.
Tra le criticità segnalate anche la mancata integrazione delle piattaforme digitali regionali. L’assenza di una documentazione condivisa porta alla duplicazione dei processi, allunga i tempi delle gare e rende più complesso il lavoro delle amministrazioni.
Il confronto ha messo in evidenza anche il peso di un approccio ancora troppo difensivo. Le direttive europee spingono verso strumenti più evoluti, come il dialogo competitivo, gli accordi quadro, gli appalti di innovazione e le consultazioni preliminari di mercato. Nella pratica, però, molte amministrazioni continuano a muoversi con prudenza, spesso condizionate dal timore del contenzioso e dal peso dei controlli.
Le proposte per superare la frammentazione
La frammentazione normativa rappresenta uno dei nodi principali. La disciplina degli acquisti in sanità non si presenta come un corpo unico, ma risulta dispersa in diversi riferimenti. Questo rallenta le procedure, aumenta l’incertezza interpretativa e può diventare fonte di contenzioso.
Da qui la necessità di rafforzare formazione e competenze. La sfida posta dalle direttive europee richiede quadri amministrativi, middle management e operatori più preparati, con competenze giuridiche, organizzative e gestionali più solide. Un’esigenza che riguarda la pubblica amministrazione, ma anche il mondo dei fornitori e dell’industria.
Secondo quanto emerso, non basta moltiplicare corsi isolati. Serve una formazione strutturata, capace di produrre apprendimento di sistema e di accompagnare stabilmente i processi di innovazione. Una maggiore qualificazione dei quadri amministrativi avrebbe effetti positivi anche nel rapporto con il mercato, oggi spesso appesantito da rigidità procedurali, timori e distanze culturali.
A partire dalle risultanze emerse, AiSDeT intende promuovere nuove iniziative con gli stakeholder della propria rete. Tra le azioni previste, incontri di approfondimento su accordi quadro, dialogo competitivo, appalti per l’innovazione e principio del risultato; laboratori per la stesura di capitolati innovativi; e la creazione di un gruppo di lavoro per una proposta di riordino della normativa sugli acquisti in sanità.
L’obiettivo è costruire un sistema più omogeneo, capace di usare gli appalti non solo come procedura amministrativa, ma come leva strategica per generare valore, migliorare l’accesso alle cure e rendere più efficiente il Servizio sanitario nazionale.








