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AFT, a Palermo parte la nuova governance della medicina territoriale: al via il corso per i referenti

mercoledì 24 Giugno - 2026 | di Giorgia Görner Enrile | Categorie: Articoli

Il nuovo modello delle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT) nella provincia di Palermo entra nella fase operativa con l’avvio del percorso formativo dedicato ai Referenti e la definizione del loro ruolo all’interno della riorganizzazione della medicina generale.

Un passaggio che punta a rendere più omogenea la governance delle cure primarie sul territorio e che culminerà nella cerimonia di proclamazione dei Referenti AFT dell’Azienda sanitaria provinciale di Palermo, in programma il 26 giugno 2026, alle 13.30, a Villa Magnisi.

Il corso

E’ strutturato seguendo il quadro normativo dell’ACN e dell’AIR Sicilia, che definiscono il referente come figura di coordinamento organizzativo e clinico all’interno della medicina generale.

E’ articolato su un modello strutturato che integra competenze normative, organizzative e manageriali. In particolare, vengono affrontati i temi della programmazione delle attività di AFT, della gestione delle riunioni periodiche, della produzione dei verbali e della relazione annuale prevista dal ruolo. Centrale anche il lavoro sugli indicatori e sui sistemi di valutazione, con l’obiettivo di rafforzare la capacità di lettura dei dati e di utilizzo delle informazioni per la programmazione territoriale.

Un’attenzione specifica è dedicata alla dimensione operativa del coordinamento tra professionisti, alla gestione dei flussi informativi e all’integrazione con i servizi distrettuali e aziendali. All’interno del percorso rientrano anche la gestione delle criticità organizzative, la mediazione dei conflitti e il supporto ai processi decisionali all’interno delle AFT, insieme alla costruzione di modelli condivisi di lavoro tra medici.

La parte applicativa del corso prevede simulazioni e laboratori, con esercitazioni su riunioni di AFT, definizione degli obiettivi annuali, lettura dei cruscotti di indicatori e redazione di documenti operativi come verbali e piani di attività. L’impostazione didattica privilegia quindi un approccio pratico, orientato alla gestione concreta del ruolo.

La faculty è composta da figure con competenze integrate in ambito normativo, organizzativo, clinico e gestionale, con il coinvolgimento di esperti di medicina territoriale, distretti sanitari, governance clinica, sistemi informativi e management sanitario.

Il corso si configura così come lo strumento formativo funzionale alla piena attuazione del ruolo del referente AFT, in linea con il modello organizzativo previsto per la medicina generale e con il processo di riorganizzazione delle cure primarie nella provincia di Palermo.

Il ruolo del referente AFT

“Il percorso formativo nasce per accompagnare la fase di attuazione del modello delle Aggregazioni Funzionali Territoriali. Serve a definire in modo uniforme il ruolo del referente sul territorio. Si tratta di una figura che opera tra azienda e medici di medicina generale. Ha il compito di garantire coerenza organizzativa, continuità gestionale e omogeneità applicativa del modello. L’obiettivo è evitare interpretazioni differenti tra distretti”, ha dichiarato Luigi Galvano, responsabile scientifico del corso e segretario provinciale FIMMG Palermo.

“Il punto centrale è che il referente non è una figura gerarchica ma un elemento di coordinamento funzionale del sistema. La sua autorevolezza deriva dal riconoscimento professionale e dalla capacità di tenere insieme organizzazione e relazioni tra colleghi. Il lavoro riguarda la traduzione operativa delle regole, dalla gestione delle riunioni alla programmazione delle attività, fino al raccordo con l’Azienda sanitaria e con il Distretto. Il percorso è costruito per rendere omogenei i comportamenti organizzativi delle AFT, evitando difformità tra territori. Per questo si lavora su strumenti concreti come riunioni, verbali, obiettivi e programmazione delle attività“, ha aggiunto.

“Un aspetto rilevante riguarda la gestione dei conflitti, che nelle AFT è inevitabile. Può riguardare turni, carichi di lavoro o organizzazione interna. Il referente ha il compito di governare queste dinamiche con equilibrio, trasparenza e rispetto delle regole condivise, evitando che diventino fattori di frattura del sistema. C’è poi il tema degli indicatori e della valutazione dei risultati. Il referente non si limita al coordinamento, ma contribuisce alla lettura dei dati e alla programmazione delle attività. La capacità di misurare ciò che si fa diventa fondamentale per una reale governance del sistema delle cure primarie”, ha osservato.

Il modello territoriale

Sul fronte dell’organizzazione delle AFT del loro inserimento nel modello delle cure primarie, interviene il direttore generale dell’Azienda sanitaria provinciale di Palermo, Alberto Firenze, che richiama una fase di progressiva messa a sistema del modello sul territorio, attraverso il rafforzamento del coordinamento tra medici di medicina generale, distretti e servizi territoriali.

“Le Aggregazioni Funzionali Territoriali rappresentano un cambiamento strutturale nella medicina generale. Sul piano organizzativo il modello delle Aggregazioni Funzionali Territoriali è già pienamente attivo nella provincia di Palermo. Le 34 AFT istituite, di cui 17 nel capoluogo, rappresentano una rete capillare che copre l’intero territorio. I bacini di utenza sono stati definiti intorno ai 30.000 abitanti per aggregazione. Il regolamento aziendale è già stato deliberato e il sistema ha già visto l’elezione dei referenti da parte dei Medici di Medicina Generale. Non si è più in una fase di progettazione ma in una fase operativa già strutturata. Il modello è già inserito nell’organizzazione delle cure primarie provinciali e sta progressivamente entrando a regime”, ha rimarcato il direttore generale.

“Un primo elemento riguarda il ruolo delle AFT nella gestione dei flussi verso i servizi di emergenza. Una quota significativa degli accessi ai Pronto soccorso, soprattutto codici bianchi e verdi, può trovare risposta sul territorio se la rete funziona in modo integrato. Le Aggregazioni Funzionali Territoriali, insieme alle Centrali operative territoriali e ai Presidi territoriali di assistenza, svolgono una funzione di filtro organizzato. Consentono inoltre l’accesso condiviso alle informazioni cliniche tra medici della stessa AFT, così da garantire la continuità della presa in carico anche quando il medico di riferimento non è disponibile. La digitalizzazione e l’interoperabilità dei sistemi informativi diventano quindi elementi essenziali per ridurre la frammentazione dei dati e migliorare la gestione dei percorsi assistenziali. Allo stesso tempo, il modello punta a garantire standard omogenei su tutto il territorio provinciale, dalle aree urbane fino ai comuni delle Madonie e dei Sicani”, ha concluso.

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