“Il territorio deve diventare il primo luogo nel quale intercettare il bisogno di salute”. Lo ha detto l’assessore regionale della Salute Marcello Caruso durante il confronto sulla sanità ai Cantieri culturali alla Zisa di Palermo, anticipando due interventi sui quali la Regione conta di accelerare già dalla prossima settimana. Il primo riguarda il personale delle Case della comunità, con l’ipotesi di circa 2.500 nuove figure dedicate e fuori dalle attuali piante organiche e dai tetti di spesa. Il secondo è il nuovo decreto sulle liste d’attesa, che dovrebbe rafforzare la presa in carico dei cittadini quando una prestazione non viene garantita nei tempi previsti.
L’obiettivo è dare piena operatività alle strutture territoriali senza continuare a spostare personale da servizi già in difficoltà e, allo stesso tempo, costruire un sistema nel quale sia l’Azienda sanitaria a cercare una soluzione quando il CUP non riesce a individuare una disponibilità compatibile con la classe di priorità. Sul fronte delle liste d’attesa, la ricerca dovrebbe quindi essere progressivamente ampliata attraverso l’offerta disponibile, senza lasciare al cittadino l’onere di trovare autonomamente una prestazione o di sostenere eventuali maggiori costi.
Personale e tetti di spesa
“Abbiamo aperto Case della comunità anche ben attrezzate, ma sappiamo che oggi mancano soprattutto le persone. In alcuni casi abbiamo dovuto spostare operatori da realtà già in difficoltà per riuscire ad avviarle. Questo non è sostenibile. Per questo, la prossima settimana inviterò le organizzazioni sindacali a confrontarsi sulla possibilità di prevedere circa 2.500 nuove figure. Dovranno lavorare stabilmente nelle Case della comunità, fuori dalle piante organiche e dal tetto di spesa. Dobbiamo dotare queste strutture di personale dedicato senza impoverire servizi che già lavorano in condizioni difficili”.
“Il tema dei tetti di spesa l’ho posto fin dai primi confronti con le Regioni. Non possiamo uscire dalla precarietà continuando a fare scelte precarie. Oggi chiediamo ai manager di rimanere dentro il tetto. Poi, quando manca personale, ricorriamo ai gettonisti, con costi maggiori e senza la continuità professionale che serve alle strutture. È un meccanismo che dobbiamo superare”.
Liste d’attesa
“Il decreto sulle liste d’attesa credo che la prossima settimana sarà pronto. Poi lo porteremo al vaglio delle organizzazioni di categoria e sindacali. Ritengo, infatti, che ogni innovazione vada prima condivisa con gli operatori, perché saranno loro a doverla rendere operativa. Il principio sul quale stiamo lavorando è quello della presa in carico. Se una prestazione non trova disponibilità nei tempi previsti dalla classe di priorità, il cittadino non può continuare da solo a cercare una soluzione. Deve attivarsi l’Azienda sanitaria”.
“Nelle Asp dobbiamo avere un riferimento dedicato a questo percorso, in raccordo con il CUP aziendale e con il SovraCUP regionale. In questo modo possiamo ampliare progressivamente la ricerca delle disponibilità. Si parte dall’offerta dell’Azienda e, quando serve, si arriva alla rete regionale. L’obiettivo è utilizzare tutta l’offerta disponibile e seguire la richiesta fino a trovare una prestazione compatibile con i tempi e con il bisogno dell’assistito”.
“Dobbiamo costruire un sistema uniforme in tutta la Sicilia. La risposta non può dipendere dall’Asp nella quale vive il cittadino. Se l’offerta ordinaria non basta, dobbiamo utilizzare gli altri strumenti disponibili per garantire la prestazione. Inoltre, gli eventuali maggiori costi necessari per assicurare quella risposta non possono ricadere sull’assistito. Deve farsene carico il sistema sanitario, senza costringere il cittadino a ricominciare ogni volta la ricerca da capo”.
Resta ora da verificare se già nei prossimi giorni alle anticipazioni seguiranno atti concreti, con l’avvio del confronto annunciato e la definizione dei nuovi interventi su personale e liste d’attesa.








