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Melanoma, risultati positivi per la terapia personalizzata a mRNA: ridotto il rischio di recidiva

giovedì 20 Agosto - 2026 | di Redazione | Categorie: News ed eventi, Salute

Una terapia sperimentale personalizzata a mRNA sviluppata da Moderna e Merck ha raggiunto risultati positivi in uno studio clinico di Fase 3 contro il melanoma ad alto rischio, riducendo significativamente il rischio di recidiva della malattia e di diffusione a distanza quando somministrata insieme al pembrolizumab. Si tratta della prima volta che una terapia oncologica individualizzata basata su questa tecnologia raggiunge risultati positivi in uno studio di questa fase.

La terapia, denominata intismeran autogene (V940 o mRNA-4157), utilizza la tecnologia dell’RNA messaggero, la stessa piattaforma tecnologica impiegata per alcuni vaccini contro il Covid-19, ma viene realizzata su misura sulla base delle caratteristiche genetiche del tumore di ciascun paziente. L’obiettivo è fornire al sistema immunitario le informazioni necessarie per riconoscere specifici neoantigeni presenti sulle cellule tumorali e sviluppare una risposta diretta contro di essi.

Nello studio di Fase 3, la combinazione di intismeran autogene e pembrolizumab, immunoterapia anti-PD-1 già utilizzata nel trattamento del melanoma, ha mostrato un miglioramento significativo rispetto al pembrolizumab somministrato da solo nella prevenzione della recidiva e delle metastasi a distanza. I risultati dettagliati non sono stati ancora resi pubblici e le aziende hanno annunciato che saranno presentati in occasione di un prossimo congresso medico internazionale.

“La giornata di oggi segna una pietra miliare straordinaria per Moderna, per la scienza dell’mRNA e, soprattutto, per i pazienti affetti da cancro”, ha dichiarato l’amministratore delegato di Moderna Stéphane Bancel.

I risultati di Fase 3 arrivano dopo quelli già ottenuti nello studio di Fase 2b KEYNOTE-942, condotto su 157 pazienti con melanoma ad alto rischio di stadio III o IV sottoposti a resezione completa. A cinque anni di follow-up, la combinazione di intismeran autogene e pembrolizumab aveva mostrato una riduzione del 49% del rischio di recidiva o morte e del 59% del rischio di metastasi a distanza o morte, rispetto al solo pembrolizumab.

La tecnologia alla base di intismeran utilizza un mRNA sintetico progettato per codificare fino a 34 neoantigeni specifici del tumore del singolo paziente. Dopo la somministrazione, queste informazioni vengono utilizzate dalle cellule per produrre gli antigeni che dovrebbero stimolare e indirizzare la risposta dei linfociti T contro le cellule tumorali.

Il melanoma rappresenta una delle forme più aggressive di tumore della pelle. La strategia sviluppata da Moderna e Merck viene studiata soprattutto come trattamento adiuvante dopo la rimozione chirurgica del tumore, quando l’obiettivo è ridurre il rischio che la malattia ritorni.

Moderna e Merck stanno inoltre valutando intismeran autogene in diversi programmi clinici per altre neoplasie. Sono in corso studi di Fase 2 e Fase 3 che comprendono, oltre al melanoma, tumore del polmone non a piccole cellule, tumore della vescica e carcinoma renale.

I risultati positivi hanno avuto un’immediata ripercussione sui mercati finanziari, con un forte rialzo del titolo Moderna e un aumento anche delle azioni Merck. Le aziende intendono ora confrontarsi con le autorità regolatorie in vista delle richieste di autorizzazione, dopo la presentazione completa dei dati dello studio.

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