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“Estrarre o non estrarre?”: formazione e confronto scientifico all’Ordine dei medici di Caltanissetta

lunedì 26 Gennaio - 2026 | di Redazione | Categorie: Commissione Albo Odontoiatri di Caltanissetta

“Estrarre o non estrarre? Una diatriba lunga un secolo. Un nuovo approccio alla scelta”, questo il titolo del corso di aggiornamento in Odontoiatria svoltosi nella giornata di sabato 24 gennaio 2026 all’interno della Sala Conferenze della sede dell’OMCeO di Caltanissetta.

L’evento ECM è stato organizzato dalla Commissione dell’Albo degli Odontoiatri della provincia nissena, guidata dal Presidente Giuseppe Costa, che da sempre sostiene l’importanza della formazione per i professionisti che sono iscritti all’Ordine.

Il tema del corso di sabato 24 gennaio dunque ruotava attorno ad un dilemma, come si evince dallo stesso titolo, in merito alla scelta da parte del professionista e del paziente di estrarre o meno un dente.

Il focus è appunto relativo a questa diatriba: estrazioni o non estrazioni – ha sottolineato il relatore Francesco Paolo De Luca che dura da oltre un secolo e che coinvolge molti ortodontisti e soprattutto molte famiglie, che spesso non capiscono l’opportunità di fare l’estrazione di denti che definiscono sani e sani sono effettivamente, ma la cui presenza disturba tanti altri aspetti della bocca, sia dal punto di vista estetico che funzionale”.

Diversi quindi i fattori da considerare per effettuare una scelta consapevole, proprio per questo l’argomento è stato trattato affrontando diversi aspetti: dalla storia della disputa e le sue ragioni, alla nuova classificazione dei criteri di successo in ortodonzia e ancora dai casi clinici, all’analisi estetica del terzo inferiore del viso.

“Finora, almeno quando ho cominciato a studiare io negli anni ’80 – ha precisato ancora l’Ortodontista- la decisione era soltanto basata su i millimetri di mancanza di spazio in arcata, quando invece si è capito che la decisione deve essere più legata agli aspetti dell’estetica del viso che può risultare peggiorata o migliorata sia facendo le estrazioni sia non facendole. Quindi bisogna avere chiaro il quadro delle due soluzioni – ha affermato in conclusione – perché sennò non si riesce a fare la cosa giusta in ogni paziente”.  

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