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Villa Sofia-Cervello, in meno di un anno cambia volto: il 2026 raccoglie il testimone con obiettivi concreti CLICCA PER IL VIDEO

giovedì 18 Dicembre - 2025 | di Giorgia Görner Enrile | Categorie: Video

Sono bastati nove mesi per imprimere una svolta, tra criticità affrontate e risultati già visibili. L’Azienda Ospedali Riuniti Villa Sofia-Cervello ha tracciato il bilancio del 2025 durante un incontro informale con la stampa, che si è svolto senza scrivanie a separare direzione e giornalisti, ma con il chiaro intento di dialogare “alla pari”. A fare il punto, il direttore generale Alessandro Mazzara, affiancato dalla direttrice sanitaria Marilù Furnari, dal direttore amministrativo Luigi Guadagnino e da Massimiliano Maisano, referente regionale del PNRR.

“La nostra priorità – ha affermato Mazzara – è stata ridurre le liste d’attesa, un’emergenza nazionale che abbiamo affrontato con un lavoro intenso e quotidiano, coordinato con la direzione sanitaria aziendale e le direzioni mediche di presidio. I numeri non sono ancora ottimali, ma ci permettono oggi di assumere un impegno chiaro: azzerare le liste d’attesa del 2025 entro il prossimo anno”.

A supportare questo obiettivo, l’Azienda ha messo in campo un grande sforzo organizzativo e comunicativo, con una raccolta sistematica dei dati e un costante aggiornamento interno e verso l’esterno. Nel frattempo, sono stati completati oltre l’80% dei lavori per il nuovo Pronto Soccorso dell’Ospedale Cervello.

“Oggi ho firmato il provvedimento per l’aggiudicazione della gara relativa a tutti gli arredi – ha annunciato Mazzara – perché un pronto soccorso senza letti, armadi e comodini non può essere messo in funzione. Vogliamo offrire una struttura completamente nuova, anche nell’immagine, all’altezza della dignità dei pazienti e del personale”.

L’investimento tecnologico è stato altrettanto significativo. Con i fondi del PNRR, pari a oltre 9 milioni di euro, l’Azienda ha già rendicontato il 90% delle attrezzature acquistate. Molte sono già collaudate e operative, altre entreranno in funzione nei prossimi mesi. Un percorso di ammodernamento che riguarda anche il digitale, con nuove infrastrutture informatiche, potenziamento della sicurezza dei dati sanitari e avvio della digitalizzazione di processi cruciali come la cartella clinica, per garantire tracciabilità, tempestività e tutela medico-legale.

Anche sul piano del personale, il 2025 ha segnato un cambio di passo. Come ha spiegato il direttore amministrativo Luigi Guadagnino, sono già stati firmati 140 contratti di stabilizzazione su 156 posizioni previste. “Questo processo – ha detto – genera benessere organizzativo immediato. Restituire sicurezza e appartenenza ai professionisti sanitari significa migliorare anche la qualità delle cure offerte ai cittadini. Inoltre, è stato aumentato l’orario di lavoro dell’84% degli operatori sociosanitari part-time, grazie a un finanziamento regionale, mentre 12 assistenti amministrativi e informatici sono stati inseriti a supporto della digitalizzazione aziendale”.

Abbiamo anche firmato la delibera per un nuovo concorso da 25 dirigenti medici – ha aggiunto Mazzara – che riguarderà discipline fondamentali come anestesia, chirurgia, ginecologia, ortopedia pediatrica, microbiologia e anatomia patologica. È il risultato di un grande lavoro dell’area risorse umane, che ha saputo rispondere alle nostre esigenze con tempi rapidi e visione strategica”.

Per quanto riguarda l’edilizia sanitaria, i lavori in corso non si limitano al Pronto Soccorso. Sono stati completati gli interventi per le terapie intensive e subintensive al quinto e sesto piano, ristrutturati i locali della medicina trasfusionale e avviata la riqualificazione degli ambulatori oncologici. “Abbiamo già dato dignità a spazi che prima non la avevano – ha detto Mazzara – e il nostro obiettivo è quello di garantire comfort e qualità, soprattutto in reparti sensibili come l’oncoematologia”.

Grande attenzione è rivolta anche alla terapia genica, con un protocollo già sottoscritto per la talassemia, che potrebbe rappresentare una svolta epocale per molti pazienti. “Chi riuscirà ad accedere al trattamento – ha spiegato Furnaripotrà smettere le trasfusioni e condurre una vita normale. Per questo abbiamo progettato ambienti di degenza pensati per una permanenza lunga e dignitosa, fino a 60 giorni, con spazi dotati di comfort familiare, come televisori, divani e arredi accoglienti”.

Il direttore sanitario ha sottolineato anche altri traguardi clinico-organizzativi: dall’accreditamento della medicina trasfusionale, atteso da anni, alla ristrutturazione del laboratorio di genetica. “Il nostro centro di oncoematologia è ormai un punto di riferimento non solo a livello nazionale, ma anche europeo – ha detto – e la nostra missione è continuare a migliorare gli standard, puntando su tecnologia, formazione e benessere dei lavoratori. Solo così possiamo garantire una sanità realmente centrata sul paziente”.

La formazione è infatti un altro asse strategico. “Abbiamo formato quasi l’80% del personale sulle infezioni correlate all’assistenza – ha evidenziato Furnari – un investimento che riduce i contenziosi, tutela i pazienti e migliora l’efficienza dell’intero sistema. Con i fondi del PNRR abbiamo anche avviato i corsi di formazione manageriale per i dirigenti sanitari, per rafforzare la consapevolezza organizzativa e migliorare la governance interna”.

A chiudere l’incontro, l’intervento di Massimiliano Maisano, referente regionale PNRR, che ha tracciato lo sviluppo del Polo Oncoematologico, deliberato dalla Giunta regionale nell’aprile 2023 e sostenuto da un finanziamento complessivo di 240 milioni di euro.

“Non vogliamo semplicemente costruire un luogo di cura, ma un luogo che cura – ha dichiarato – . Con stanze singole, corridoi pensati come spazi di lavoro e di monitoraggio, e una struttura capace di affrontare anche eventuali emergenze future. Il padiglione A, che ospiterà il polo, sarà ristrutturato completamente, con nuove sale operatorie, una sala ibrida, miglioramento sismico e un prospetto rinnovato. Il progetto è stato interamente sviluppato all’interno dell’Azienda, grazie a un ufficio tecnico di altissimo livello”.

Maisano ha descritto un modello in cui anche i dettagli architettonici non sono casuali: stanze singole già predisposte per eventuali isolamenti, corridoi concepiti come spazi di monitoraggio e non solo di passaggio, reparti in cui la disposizione degli arredi privilegia la dignità e il benessere del paziente. “Vogliamo costruire – ha aggiunto – una struttura che non sia solo efficiente oggi, ma anche pronta a rispondere a ciò che verrà domani”.

Un altro tassello sarà il laboratorio Self Factory per la produzione di terapie avanzate come le CAR-T, unico nel Mezzogiorno e nell’intero bacino euro-mediterraneo.

“Abbiamo 90 mila accessi l’anno e gestiamo quattro Pronto Soccorso – ha concluso Mazzara –. La nostra azienda è un punto di riferimento per migliaia di cittadini. Vogliamo continuare a cambiare, non per noi, ma per restituire alla città di Palermo e alla Sicilia una sanità pubblica di qualità, concreta, efficace e vicina alle persone”.

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