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Seus 118, nuove ambulanze per rinnovare la flotta. Castro: “Rispetto per mezzi e operatori” CLICCA PER IL VIDEO

lunedì 23 Marzo - 2026 | di Giorgia Görner Enrile | Categorie: News ed eventi, Video

Nuovi mezzi e tecnologie più avanzate per rafforzare il sistema dell’emergenza-urgenza in Sicilia.

Prosegue il piano di rinnovo della flotta della Seus 118, con l’arrivo di 88 nuove ambulanze che sostituiranno una parte dei mezzi attualmente in servizio, nel rispetto dei limiti fissati dal decreto assessoriale che prevede un utilizzo massimo di 7 anni o 300 mila chilometri.

A dare l’annuncio è il presidente della Seus Riccardo Castro, il quale evidenzia che: “Il Consiglio di amministrazione porta avanti da tempo una programmazione strutturata del rinnovo e interviene in anticipo per garantire continuità ed efficienza del servizio”.

La Seus gestisce oggi 252 postazioni distribuite sul territorio in base ai requisiti previsti dal sistema dell’emergenza-urgenza, 251 in Sicilia più quella di Lampedusa attivata nell’ambito di un progetto dedicato ai migranti. Il parco mezzi conta complessivamente circa 314 ambulanze. In questa fase entreranno in servizio le nuove unità, che si aggiungono alle 20 già acquistate e operative, mentre i mezzi dismessi escono definitivamente dal servizio e vanno in rottamazione.

Le nuove ambulanze appartengono alla tipologia MSA, quindi mezzi medicalizzati, e integrano dotazioni elettromedicali di ultima generazione. Il capitolato definisce nel dettaglio le caratteristiche tecniche dei veicoli, mentre l’assessorato indica le linee guida per le attrezzature sanitarie, così da assicurare mezzi omogenei, affidabili e in grado di offrire lo stesso livello di assistenza su tutto il territorio, comprese le isole minori”, spiega.

Tecnologia a bordo

All’interno delle nuove ambulanze saranno previste dotazioni elettromedicali aggiornate, tra cui i defibrillatori LifePack 35, già introdotti dall’azienda nell’ambito del percorso di rinnovamento tecnologico. La Seus ha avviato l’introduzione di questi dispositivi tra le prime realtà del sistema dell’emergenza-urgenza, investendo su tecnologie più avanzate ed efficienti.

“Si tratta di strumenti che offrono prestazioni più avanzate e, soprattutto, ampliano le capacità diagnostiche già sul territorio. I defibrillatori LifePack 35 consentono infatti il monitoraggio dell’ECG fino a 15 derivazioni, una lettura più completa rispetto ai sistemi precedenti, che permette di individuare con maggiore precisione eventuali segni di ischemia o infarto già nella fase preospedaliera. Il dispositivo integra anche funzioni di monitoraggio continuo, defibrillazione e supporto alle manovre di rianimazione, affiancando gli operatori nelle fasi più critiche dell’intervento. A questo si aggiungono batterie ad alta autonomia e una struttura più leggera e resistente, pensata per l’utilizzo in emergenza. Un’evoluzione che incide direttamente sulla qualità dell’intervento, perché consente agli operatori di arrivare in ospedale con un quadro clinico già più definito e con strumenti più affidabili per una valutazione immediata e precisa”,  aggiunge.

L’appello

Accanto al rinnovo dei mezzi e all’innovazione tecnologica, resta però un tema che riguarda il rispetto per un servizio essenziale e per chi ogni giorno lo garantisce sul territorio, particolarmente caro alla Seus che da tempo porta avanti attività di sensibilizzazione, anche nelle scuole, per trasmettere ai più giovani il valore del rispetto, della responsabilità e del lavoro di chi opera nell’emergenza-urgenza.

Nell’ultimo periodo stiamo assistendo a episodi che fanno male, ambulanze vandalizzate, attrezzature rubate, operatori aggrediti mentre svolgono il proprio lavoro. Il recente episodio dell’ambulanza vandalizzata, a cui è stata rubata anche l’attrezzatura medica, è un segnale grave, e per non parlare delle aggressioni che purtroppo continuano. Dietro ogni mezzo c’è un servizio per tutta la comunità e dietro ogni operatore c’è una persona che interviene nei momenti più difficili. Chiediamo, pertanto, rispetto e collaborazione da parte dei cittadini, perché colpire un’ambulanza o aggredire un soccorritore significa togliere un aiuto concreto a chi ne ha bisogno, conclude.

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