Un nuovo spazio di cura, inclusione e sperimentazione prende vita nel cuore di Palermo. In via Mariano Stabile 213 è stato inaugurato l’Hub comunitario per la salute mentale.
È uno dei tre hub attivati dall’ASP di Palermo nell’ambito del PNRR – Missione 6 “Salute”. Accanto a quello di Palermo, ce n’è uno a Cinisi, punto di riferimento per l’area del palermitano occidentale. L’altro è a Filaga-Prizzi e risponde ai bisogni di un bacino montano storicamente più scoperto di servizi.
“Il progetto è partito il 1° settembre in fase sperimentale. Punta a rafforzare i servizi a Palermo, ma anche di colmare le aree più fragili, costruendo un modello replicabile in altri territori”, spiega Maurizio Montalbano, direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell’ Asp Palermo.
“Questi hub servono a rafforzare i percorsi terapeutici individuali e a integrare attività riabilitative, formative e laboratoriali – prosegue –. L’obiettivo è favorire il reinserimento sociale e lavorativo di pazienti ad alto funzionamento, creando opportunità di inclusione e riducendo il rischio di isolamento con attività che spaziano dai laboratori alla meditazione, sempre secondo le loro esigenze. Per ora è un progetto pilota e, se andrà bene, la Regione potrà confermarlo oltre i 18 mesi previsti. È già in corso da alcune settimane e sta andando abbastanza bene, anche se l’impatto sociale lo potremo valutare tra qualche mese. Abbiamo già registrato un’adesione compatta, e questo non è scontato, perché spesso i pazienti faticano a iniziare o a mantenere continuità”.
Tra obiettivi istituzionali, delibere e modelli organizzativi, ciò che emerge con più forza è la dimensione umana del progetto. Negli spazi dell’hub non si parla soltanto di percorsi terapeutici o di standard da rispettare, ma soprattutto di speranze e piccoli traguardi quotidiani.
“Sono felicissima di frequentare diverse attività collaborative con diversi tutori e diverse figure professionali che ci aiutano serenamente ad affrontare ogni piccolo passo di difficoltà che abbiamo e quindi di migliorarci sempre di più sperando in un futuro lavoro”, racconta Giulia Greco, utente del nuovo centro, le cui parole restituiscono il senso autentico di questa iniziativa.








