“Quello che impari sul campo è che le persone hanno bisogno di parlare. In certi momenti della vita l’ascolto diventa la cosa più importante di tutte”.
Dopo l’intervista alla coordinatrice di Avamot, il racconto passa alle voci di chi ogni settimana entra nelle case, con passo leggero, tempo donato, ascolto autentico. Donatella Costamante, Maria Cristina Romito, Paola Scalisi raccontano cosa significa stare accanto alle persone nel percorso delle cure palliative.
“È stato quasi per caso, più di quindici anni fa. Una collega me ne parlò, io avevo appena vissuto un lutto in famiglia, sentivo il bisogno di avvicinarmi a questo tipo di volontariato. Col tempo ho capito che per me non rappresenta solo una scelta, ma una vera esigenza“, racconta Donatella Costamante.
“Prima di entrare nelle case seguiamo un percorso formativo continuo. Poi tutto si adatta alle esigenze del paziente. Normalmente dedichiamo un’ora o due alla settimana, ma capiamo quando è il momento di fermarci prima, soprattutto se la situazione diventa più critica”, spiega Maria Cristina Romito.
“Il tulipano rappresenta amore, speranza, sollievo. Sono parole semplici, ma dentro le case diventano presenza vera, umanità concreta”, conclude Paola Scalisi.
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