Si parla ancora di lunghe liste d’attesa e gli infermieri vorrebbero venir in aiuto con un’attività ambulatoriale autonoma.
“Servono interventi strutturali. Gli investimenti economici non bastano”. A dichiararlo è Toti Amato, presidente dell’Ordine dei medici di Palermo e consigliere del direttivo Fnomceo.
“Le diverse professioni sanitarie sono complementari ma nessuna può essere sostitutiva dell’altra, non sarebbe etico – prosegue -. Ogni figura ha una propria competenza che è frutto di studi universitari e formazione continua sul campo. Un’analisi e riforma strutturale permetterebbe di riprogrammare prenotazioni non andate a buon fine perché prenotate anche in altre province rispetto a dove vive il paziente. Altro punto è permettere ai medici di medicina generale di permettere di prescrivere terapie specifiche, come farmaci innovativi, dopo la prima prescrizione degli specialisti, invece di costringere i pazienti a riandare dagli specialisti. Quest’ultimi sono già al collasso a causa della carenza di personale e caricarli di ulteriore attività burocratiche li porterebbe ad uno schiacciamento”.






