Riacquisire l’udito, tornare a parlare, riconoscere una voce. Per molti pazienti è l’inizio di una nuova vita, qualcosa che fino a pochi anni fa sembrava quasi un miracolo.
Al Policlinico di Palermo quel miracolo oggi è un percorso strutturato, misurabile nei dati e riconosciuto a livello regionale e nazionale, come dimostrano i risultati dei primi cinque anni di attività del Centro di riferimento regionale per le Patologie dell’orecchio medio e per le ipoacusie.
“Oggi è una giornata di festa perché celebriamo un grande successo costruito nel tempo, frutto di un progetto complesso che riguarda i disturbi dell’udito ma con un approccio globale. All’interno di un’Azienda integrata come il Policlinico, che unisce assistenza, ricerca e formazione, è stato creato un percorso completo che va dalla diagnosi fino alla riabilitazione uditiva”.

A dichiararlo Maria Grazia Furnari, direttore generale dell’A.O.U.P che evidenzia come: “La possibilità di eseguire qui gli impianti cocleari rappresenta un’attività di enorme rilievo nel contesto regionale, considerando che i centri dedicati sono solo due in Sicilia e che il nostro è quello con la casistica più alta. È un risultato che riduce la mobilità passiva e, anzi, genera mobilità attiva, con pazienti che arrivano da altre aree per curarsi da noi”.
I risultati clinici e il lavoro di squadra
“In questi primi cinque anni di utilizzo degli impianti cocleari per la sordità profonda abbiamo raggiunto risultati numericamente importanti, diventando centro di riferimento regionale e primi in Sicilia per numero di impianti eseguiti – aggiunge Salvatore Gallina, direttore della UOC di Otorinolaringoiatria del Policlinico – . Ma ciò che più conta sono i risultati funzionali, che sono stati estremamente incoraggianti. Questo è il frutto di un lavoro di squadra che coinvolge non solo la chirurgia, ma anche il percorso post-operatorio, con logopedisti, audiometristi e specialisti dell’audiologia che seguono il paziente nel tempo”.
Sui dati complessivi interviene Francesco Dispenza, direttore della Scuola di specializzazione in Otorinolaringoiatria, il quale evidenzia che: “Il Centro abbia risposto a una richiesta crescente di assistenza che riguarda tutta l’otologia. I numeri sono in aumento sia per gli interventi sull’orecchio medio sia per l’accesso all’impianto cocleare. Oggi il Policlinico è il primo centro di otologia in Sicilia e si colloca al 17° posto a livello nazionale per numero di impianti cocleari. La mobilità sanitaria, che partiva da un valore vicino all’80%, si è ridotta fino a circa il 50%, a dimostrazione della capacità dell’azienda di rispondere ai bisogni del territorio. Nel 2024 sono stati eseguiti 34 impianti cocleari, nel 2025 circa 30, un dato stabile nonostante le ristrutturazioni in corso. Gli interventi sull’orecchio medio si attestano intorno agli 80 l’anno, con una lista d’attesa di circa 300 casi, segno di una domanda ancora in crescita”.
Il costo delle scelte
A questi risultati si affianca un’attività assistenziale articolata e continuativa. L’attività ambulatoriale del Centro si attesta su una media di circa 2.000 prestazioni annue, mentre il servizio di logopedia, guidato dalla dottoressa Maria Rosa Paterniti, ha preso in carico complessivamente 160 pazienti.
Di particolare rilievo è il dato relativo alla riduzione dell’emigrazione sanitaria per l’impianto cocleare che, come evidenziato dai dati illustrati dal direttore della Scuola di specializzazione, si è dimezzata passando dall’85% al 45%, con un miglioramento concreto dell’accesso alle cure per i pazienti del territorio e una significativa riduzione dei costi e dei disagi legati alla mobilità sanitaria extraregionale.
Il valore del Centro emerge anche sul piano della sostenibilità economica, evidenziando la complessità di un percorso che unisce qualità clinica e scelte aziendali consapevoli.
“Ogni impianto cocleare comporta per l’Azienda una perdita di circa 13 mila euro, perché a fronte di un rimborso di circa 7 mila euro il costo reale della strumentazione tecnologica supera i 20 mila euro – spiega Gallina -. È un sacrificio importante, ma è un percorso che riteniamo fondamentale nell’interesse dei pazienti e di un progetto così rilevante”.
Una scelta consapevole che viene rivendicata Sergio Consagra, direttore amministrativa del Policlinico, che sottolinea come: “Questo Centro incarni pienamente la missione di un Policlinico universitario. Non ci facciamo intimidire dal fatto che il DRG non copra i costi, perché la nostra missione non è erogare prestazioni di primo livello, ma garantire attività ad alta complessità. È un lavoro di squadra che non riguarda solo la clinica o i PDTA, ma l’intera Azienda, che sceglie di investire su centri di riferimento anche quando comportano costi, con l’obiettivo di invertire la rotta, attrarre pazienti e rafforzare il ruolo del Policlinico”.
Dai numeri alla ricerca

“L’età dei pazienti che accedono agli impianti cocleari si sta progressivamente abbassando, con un aumento delle richieste in età pediatrica e adulta giovane, a dimostrazione di una maggiore capacità di diagnosi precoce e di un cambiamento culturale nell’approccio alla sordità – evidenzia Marcello Ciaccio, presidente della Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università di Palermo -. Parallelamente cresce l’attività clinica e traslazionale, che consente di migliorare le tecniche chirurgiche, i dispositivi e i percorsi riabilitativi, rafforzando il ruolo universitario del Policlinico come centro di innovazione”.
Un percorso che diventa sistema
“Quello che oggi vediamo è il risultato di un percorso avviato quando ero commissario straordinario di questa azienda e che nel tempo si è strutturato con efficienza, concretezza e appropriatezza. Il Policlinico di Palermo si è posizionato al vertice regionale per l’installazione degli impianti cocleari, offrendo una prestazione altamente specialistica che non è disponibile in tutte le realtà e che lo rende un punto di riferimento per tutta la Sicilia. La Regione è presente per sostenere e rafforzare un modello che può e deve continuare a migliorare l’assistenza e la qualità delle cure offerte ai cittadini”, conclude Salvatore Iacolino, dirigente generale del Dipartimento Pianificazione Strategica dell’Assessorato regionale della Salute.








