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Cuore artificiale: l’evoluzione per diventare l’alternativa al trapianto umano

venerdì 29 Dicembre - 2023 | di Giorgia Görner Enrile | Categorie: Innovazione, Studio medico

Tra due anni sarà pronto il prototipo del primo cuore artificiale made in Italy.

Ad annunciarlo è stato il cardiochirurgo Gino Gerosa, direttore del centro ‘Gallucci’ di Padova, che da tempo lavora sul progetto per cambiare la vita di molti cardipoatici.

“Abbiamo solide basi finanziare per sviluppare il progetto e lo stiamo già disegnando – prosegue –. Il programma è già partito e la spesa ipotizzata è di 50 milioni di euro in 5 anni, ma potrebbe cambiare”.

Il cuore artificiale non sarà temporaneo, nell’attesa di trapiantare un cuore umano. Sarà silenzioso, biocompatibile ed adatto a tutti ma, specifica Gerose: “avremo bisogno di ingegneri meccanici ed elettronici, biologi, esperti di materiale biocompatibile”.

Il cuore artificiale

E’ un componente meccanico impiantato nel torace per rimpiazzare il cuore biologico.

Il termine è spesso utilizzato impropriamente per descrivere un assistente meccanico cardiaco o VAD (Ventricular assist device), ossia una pompa che aiuta il cuore ma non lo sostituisce.

Il cuore artificiale, inoltre, deve essere distinto dal bypass cardiopolmonare assistito, il quale è una macchina per sostituire sia il cuore che i polmoni e sono utilizzati solo per poche ore, solitamente durante la chirurgia cardiaca.

Il cuore artificiale totale, invece, è una pompa che viene impiantata chirurgicamente, controllata dall’esterno e che sostituisce i ventricoli danneggiati. Questo dispositivo possiede quattro valvole meccaniche che funzionano come le valvole del cuore, e servono per collegare i ventricoli artificiali con gli atri e le arterie.

Nella storia

L’interesse scientifico nel realizzare un cuore artificiale parte già dagli anni’30.

Il primo cuore artificiale fu creato da Vladimir Demichov in Russia nel 1937.

Nel ’52 Henry Opitek, in America, utilizzò il Dodrill-GMR, il primo cuore artificiale per circolazione estracorporea, durante un intervento di chirurgia a cuore aperto.

Nel 1953  John Heysham Gibbon, costruì ed usò una macchina artificiale “cuore-polmoni” per la circolazione extracorporea.

Con lo sviluppo di gruppi di ricerca internazionali non si sono mai fermati.

Nel 2007, Gerosa, sempre all’Ospedale di Padova, ha eseguito il primo impianto in Italia di un cuore artificiale totalmente impiantabile.

Nel 2010, invece, è stato innestato un cuore artificiale permanente nel petto di un ragazzo di 15 anni affetto da distrofia muscolare di Duchenne con l’intento di mantenerlo fino al termine naturale della vita del paziente.

C’è da chiedersi, tralasciando la continua rincorsa all’immortalità, se il cuore artificiale avrà quelle ragioni che la ragione non conosce, poiché, citando Rita Levi-Montalcini “nei ragionamenti del cervello c’è logica, nei ragionamenti del cuore ci sono le emozioni”.

 

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