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Alfa-triptasemia familiare, Buccheri La Ferla primo centro del Sud per la diagnosi CLICCA PER IL VIDEO

mercoledì 31 Luglio - 2024 | di Giorgia Görner Enrile | Categorie: Salute, Video

Dolori muscolari, al colon, cistiti incurabili, ma anche stato di confusione. Questi sono solo alcuni dei sintomi della Alfatriptasemia familiare (Hat), una patologia che ancora non si conosce bene, scoperta nel 2016, che, però, a soffrirne è il 6% della popolazione generale.
La Sicilia, sulla diagnosi, non è fanalino di coda. Il Buccheri la Ferla di Palermo, difatti, è il primo centro del Sud Italia che eroga il test per la diagnosi della Ipetriptasemia familiare. Attualmente il test si può effettuare anche a Udine e Firenze, ma breve si aggiungeranno alla rete gli Ospedali di Verona, Bologna e Roma.
“Non si conoscono bene tutte le caratteristiche di questa patologia, sappiamo che predispone a reazioni esagerate dal punto di vista allergico. Tanti, però, sono i sintomi associati, difficili da diagnosticare, anche perché confondibili con altre patologie come la fibromialgia“. A spiegarlo è Ignazio Brusca, direttore della U.O.C di Patologia Clinica dell’Ospedale Buccheri La Ferla.

Nello specifico

Si tratta di un’alterazione genetica o familiare che comporta livelli elevati di triptasi, un enzima prodotto dai mastociti. I mastociti sono le cellule responsabili delle reazioni allergiche classiche (orticaria, agioedema, shock anafilattico). La triptasi è coinvolta nelle reazioni allergiche e in altri processi infiammatori. I livelli elevati di triptasi possono, difatti, essere associati a varie condizioni, inclusi disturbi di attivazione dei mastociti e alcune mutazioni genetiche e nella mastocitosi, una patologia neoplastica del sangue in cui i livelli dell’enzima costituiscono uno dei criteri diagnostici.

La Hat è causata da copie aumentate del gene Tpsb1, che codifica l’enzima alfa-triptasi. Questa condizione è ereditata in modo autosomico dominante, il che significa che avere solo una copia del gene mutato può portare a livelli elevati di triptasi e sintomi associati.

La diagnosi

“Fondamentale per arrivare a una corretta diagnosi sono il test della Triptasi per verificare se vi sono livelli elevati di triptasi nel siero, segno distintivo della HAT. Poi i test genetici per identificare copie aumentate del gene TPSAB1. La Digital Pcr, che noi effettuiamo per la diagnosi, ha una maggiore sensibilità rispetto alla classica metodica per lo studio genetico evidenziando, così, che la Sicilia è tra i centri guida di questa patologia”, conclude Brusca.

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