Una cerimonia solenne, carica di emozioni. Soprattutto durante il Giuramento di Ippocrate, quando i nuovi iscritti all’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Omceo) di Agrigento hanno prestato ciascuno il proprio giuramento promettendo, sotto il profilo legato all’assistenza, di “curare tutti i pazienti con eguale scrupolo e impegno, senza differenze di razza, religione, nazionalità, condizione sociale o ideologia politica. Prestare assistenza d’urgenza in caso di necessità e mettersi a disposizione in caso di pubblica calamità”.
Non da meno è stata la cerimonia di consegna delle Medaglie d’oro ai medici che quest’anno compiono 50 anni dal conseguimento della laurea, tra cui il presidente dell’Omceo di Agrigento, Santo Pitruzzella.
L’evento, magistralmente condotto da Simona Carisi, si è svolto nel pomeriggio di ieri all’Hotel Kaos, e ha visto la partecipazione di un folto pubblico, che ha condiviso emozioni e applausi con chi ha dedicato la propria vita a curare gli altri e con chi, nel mondo della Medicina, sta cominciando a muovere i primi passi.
“Oggi – ha detto Santo Pitruzzella – i nuovi colleghi hanno l’onore di pronunciare il Giuramento di Ippocrate, un atto simbolico ma profondamente significativo, che rappresenta l’assunzione di una responsabilità straordinaria: quella di dedicare la propria vita e la propria carriera al bene del paziente, alla salvaguardia della salute, al rispetto della dignità e dei diritti umani. L’arte medica non è solo una scienza, è anche un impegno morale e un dovere nei confronti di chi si affida a noi. È la consapevolezza che ogni scelta avrà un impatto su una vita, su un individuo che si trova in un momento di vulnerabilità. La medicina e l’odontoiatria richiedono competenze tecniche, certo, ma anche un cuore che sappia ascoltare, un’anima che sappia comprendere. Parallelamente, oggi rendiamo omaggio ai colleghi che, con i loro 50 anni di laurea, hanno vissuto e testimoniato la vera evoluzione della nostra professione. A voi va il nostro più sincero ringraziamento e riconoscimento. Cinquant’anni di carriera non sono semplicemente una questione di numeri ma di esperienza, storie vissute, successi e fallimenti, di pazienti che vi hanno affidato la loro salute, di colleghi che hanno imparato da voi.”
Insieme ai medici, hanno prestato il Giuramento di Ippocrate e ricevuto la Medaglia d’oro anche gli odontoiatri.
“L’evento celebrato questa sera – ha commentato Luigi Burruano, presidente della Commissione Albo odontoiatri dell’Omceo di Agrigento – ci ricorda che i medici e gli odontoiatri sono chiamati non solo a essere custodi della salute ma anche promotori del benessere sociale e culturale. La nostra professione, fondata sull’etica e sull’umanità, si integra perfettamente nel tessuto di questa Agrigento Capitale della Cultura, rafforzando il legame imprescindibile tra cura della persona e cura della comunità.”
“Una continuità fra giovani leve che iniziano un percorso finalizzato ad acquisire le competenze e le abilità necessarie per svolgere una funzione fondamentale qual è quella del medico – ha affermato Salvatore Iacolino, direttore del Dipartimento di Pianificazione strategica dell’Assessorato regionale della Salute – D’altro canto, ci sono tanti medici che 50 anni fa hanno conseguito la laurea e stasera ricevono la Medaglia d’oro per l’importante attività che hanno svolto.”
Due generazioni all’opposto nel tempo, unite in un unico momento: la Giornata del medico e dell’odontoiatra, che per Giuseppe Capodieci, direttore generale dell’Asp di Agrigento, “è un momento bello non solo per i medici, ma anche per la sanità provinciale”.
Per il sindaco Francesco Miccichè, medico di professione, si tratta di “una festa importante, un grande evento che unisce passato e futuro. Un futuro che sarà sempre più forte anche dal punto di vista professionale, teso a migliorare la sanità, quindi la cura delle persone”.
Una professione, quella del medico, che richiede passione, spirito di sacrificio e amore verso il prossimo, come ha raccontato Clara Arnone, neolaureata in Medicina.
“Noi medici – ha aggiunto Giuseppe Alletto, medico chirurgo e omeopata che ha raggiunto i 50 anni dalla laurea – siamo qui per servire l’uomo proprio nel momento in cui ha più bisogno, cioè quando è malato e, pertanto, richiede assistenza e cure.”
Un intenso momento di commozione ha accompagnato il memorial dedicato ai medici che non ci sono più, durante il quale sono state consegnate la Medaglia d’oro in memoria del dottore Carmelo Vella (alla moglie) e una targa in memoria di Lillo Bizzarro, dipendente dell’Ordine (al figlio).
La cerimonia, per la regia amichevole di Franco Capitano, è stata presenziata dalle autorità civili e sanitarie del territorio.









