Prima riunione operativa oggi, 28 agosto, per la task force regionale istituita dopo i casi di difterite registrati a Palermo. Il gruppo di lavoro, voluto dall’assessore regionale della Salute Marcello Caruso, è chiamato soprattutto a definire le misure da mettere in campo sul fronte della prevenzione e del recupero delle coperture vaccinali pediatriche.
Alla task force la Regione ha affidato il compito di monitorare la situazione, individuare eventuali criticità nelle coperture vaccinali e predisporre interventi straordinari. Un’attenzione particolare riguarda i bambini tra 0 e 24 mesi e il primo richiamo previsto tra i 5 e i 6 anni, ma il lavoro del gruppo non sarà limitato alla difterite. Tra gli obiettivi indicati nel decreto istitutivo rientra infatti anche il rafforzamento più generale delle coperture pediatriche, compresa quella contro il morbillo.
Alla vigilia della riunione la composizione della task force è stata ampliata, passando da otto a tredici componenti. Ai membri inizialmente nominati si sono aggiunti il direttore generale dell’Asp di Palermo Alberto Firenze, Claudia Colomba, professore ordinario di Malattie infettive all’Università di Palermo, Giovanni Giammanco, professore ordinario di Microbiologia e Microbiologia clinica e direttore della Scuola di specializzazione in Microbiologia e Virologia dell’Università di Palermo, Tito Barbagiovanni, segretario regionale della Fimp Sicilia, e Alessandro Pitruzzella, presidente dell’Ordine dei Biologi della Sicilia.
Il gruppo è presieduto dal dirigente generale del Dasoe Giacomo Scalzo. Ne fanno parte Giovanni Corsello, direttore della Clinica pediatrica dell’ospedale Di Cristina, Antonio Cascio, direttore dell’Unità operativa di Malattie infettive del Policlinico di Palermo, e Walter Mazzucco, professore ordinario di Igiene e medicina preventiva all’Università di Palermo. Completano la task force Salvatore Toti Amato, presidente dell’Ordine dei Medici di Palermo, Milena Lo Giudice, pediatra esperta in vaccinazioni, e Salvatore Sammarco, esperto in Epidemiologia e igiene pubblica. Vincenza Piazza, del Dasoe, svolge le funzioni di segreteria.
“Il primo dato che emerge dalla riunione è chiaro. La task force ritiene che non ci troviamo di fronte a un cluster epidemico né a una situazione di emergenza. I due casi registrati, però, rappresentano un campanello d’allarme che impone di alzare ulteriormente il livello di attenzione. Da qui dobbiamo partire per rafforzare le coperture vaccinali. E intervenire in maniera mirata dove emergeranno le maggiori criticità”, afferma l’assessore regionale della Salute Marcello Caruso.
La prima linea operativa partirà dal monitoraggio attraverso AVUR, l’anagrafe unica vaccinale regionale. Sarà verificato lo stato vaccinale delle coorti dalla 2020 fino a quella attuale, con un dettaglio distrettuale che consentirà di individuare le aree caratterizzate da coperture insufficienti.
Sulla base dei dati raccolti, le Asp potranno attivare interventi mirati insieme ai pediatri di libera scelta, ai medici di medicina generale e alle strutture ospedaliere di Malattie infettive. Il piano prevede inoltre il coinvolgimento delle università, delle aziende ospedaliere e dei laboratori regionali impegnati nella sorveglianza epidemiologica e nella diagnostica microbiologica.
Un primo passaggio è già fissato per lunedì 31 agosto. Saranno infatti convocati le direzioni strategiche delle Asp per condividere le indicazioni emerse dalla task force e definire le modalità operative nei diversi territori.
Dal 1° settembre, inoltre, l’accesso all’anagrafe vaccinale sarà esteso anche agli operatori dei Pronto soccorso, che potranno così verificare direttamente lo stato vaccinale dei pazienti. Il sistema è già attivo ed è attualmente in fase di collaudo.
Tra le misure condivise anche quella di consegnare nei punti nascita pubblici e privati il libretto vaccinale del neonato insieme all’indicazione della prenotazione presso il centro vaccinale di riferimento. Nei distretti dove il monitoraggio dovesse evidenziare maggiori criticità potranno inoltre essere attivati punti vaccinali nei plessi scolastici, insieme al rilancio delle funzioni della medicina scolastica.
“Quello di oggi non è stato un incontro formale, ma l’avvio di un percorso operativo che deve produrre risultati concreti. Abbiamo gli strumenti per capire dove le coperture vaccinali sono più basse. Dobbiamo quindi usarli per intervenire in modo rapido e mirato, senza aspettare che emerga una nuova criticità. Il nostro obiettivo è costruire una rete che parta dai dati dell’anagrafe vaccinale e arrivi direttamente ai territori. Per farlo coinvolgeremo Asp, pediatri, medici di medicina generale, ospedali, università e laboratori. Inoltre, dove sarà necessario, porteremo la vaccinazione ancora più vicino alle famiglie. Questo potrà avvenire anche attraverso le scuole e una maggiore integrazione con la medicina scolastica”, aggiunge.
“La vaccinazione resta uno degli strumenti più efficaci di prevenzione che abbiamo. I due casi registrati devono essere letti come un segnale da non sottovalutare. Allo stesso tempo, la risposta non può essere l’allarmismo. Deve passare dall’organizzazione, dall’informazione e dalla capacità di recuperare chi è rimasto indietro nei percorsi vaccinali. È su questo che la Regione intende concentrare il lavoro delle prossime settimane”, conclude l’assessore.
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