Le organizzazioni sindacali e di categoria del 118 chiedono alla Regione Siciliana una verifica sulla gestione della Centrale operativa della macroarea Catania-Ragusa-Siracusa.
Fials 118, Ugl Salute Catania, Fismu, Fsi-Usae e Coes Sicilia segnalano criticità nell’impiego dei mezzi di soccorso, differenze negli indicatori di attività rispetto alle altre macroaree e un crescente disagio tra il personale. La richiesta è stata indirizzata all’assessore regionale della Salute Marcello Caruso e al dipartimento della Pianificazione strategica.
La nota
“Riteniamo non più rinviabile una verifica sull’organizzazione e sulla gestione della Centrale operativa 118 di Catania-Ragusa-Siracusa. La richiesta nasce dalle segnalazioni che continuano ad arrivare dagli equipaggi impegnati sul territorio sulle modalità di gestione di alcune richieste di soccorso, sull’attribuzione delle priorità e sull’impiego delle risorse disponibili.
Non intendiamo trasformare singoli episodi in accuse né individuare responsabilità tra gli operatori della Centrale. Chi lavora al suo interno svolge il proprio compito sulla base delle procedure, degli indirizzi organizzativi e delle disposizioni ricevute. Il problema che poniamo riguarda quindi il funzionamento complessivo della struttura, dal triage al dispatch, fino al monitoraggio degli indicatori e alla capacità della direzione di individuare e correggere eventuali anomalie.
Tra le situazioni che ci vengono segnalate con maggiore frequenza c’è l’attivazione contemporanea di più ambulanze sullo stesso evento. È evidente che, quando la gravità dell’emergenza lo richiede, l’impiego di più mezzi è corretto e necessario. Chiediamo però di verificare se le risorse mobilitate siano sempre proporzionate alle informazioni disponibili e quale impatto queste attivazioni abbiano sulla copertura complessiva del territorio. Ogni ambulanza impegnata rappresenta infatti, per il tempo necessario all’intervento, una risorsa non disponibile per eventuali chiamate successive.
Un altro elemento che riteniamo debba essere approfondito riguarda i dati sulle eccedenze. Dalla documentazione in nostro possesso, nel 2025 ne risultano 14.494 nella macroarea Catania-Ragusa-Siracusa, 7.193 nella Palermo-Trapani, 984 nella Caltanissetta-Agrigento-Enna e 32 nella macroarea di Messina. Nello stesso periodo le missioni effettuate dalla Seus risultano 149.923 nella Catania-Ragusa-Siracusa, 145.268 nella Palermo-Trapani, 60.734 nella Caltanissetta-Agrigento-Enna e 56.001 a Messina.
Questi numeri, da soli, non dimostrano una gestione errata. Sappiamo che possono incidere il numero delle chiamate, la popolazione servita, le caratteristiche del territorio, la distribuzione delle postazioni, la disponibilità dei mezzi e la tipologia degli interventi. Proprio per questo chiediamo che i dati vengano analizzati in maniera omogenea, per capire se, una volta considerate le differenze tra i territori, rimangano scostamenti riconducibili anche alle modalità organizzative e operative della Centrale.
Merita attenzione anche la situazione del personale sanitario. Ci vengono segnalate richieste di trasferimento e difficoltà nel mantenimento degli organici, con il ricorso a procedure per assicurare la presenza di medici e infermieri. Non sosteniamo che ogni trasferimento dipenda dalla gestione della struttura, ma chiediamo che vengano verificati il turnover, le richieste presentate, i trasferimenti autorizzati e le procedure adottate per garantire la copertura dei turni.
Per queste ragioni chiediamo all’Assessorato regionale della Salute di disporre un audit sull’attività della Centrale operativa 118 Catania-Ragusa-Siracusa. La verifica dovrebbe prendere in esame il rapporto tra chiamate, missioni ed eccedenze, la distribuzione delle priorità, gli eventi nei quali vengono inviati contemporaneamente più mezzi, le missioni annullate o rientrate, i tempi di indisponibilità delle ambulanze, le eventuali scoperture delle postazioni e i tempi di risposta della rete.
Riteniamo utile anche un controllo a campione delle registrazioni delle chiamate e delle comunicazioni tra Centrale ed equipaggi nei casi caratterizzati dall’attivazione di più mezzi, per verificare la coerenza tra la richiesta ricevuta, la valutazione effettuata, la priorità assegnata, le risorse mobilitate e la situazione riscontrata sul posto.
Non chiediamo all’assessore di credere alle nostre segnalazioni, chiediamo che vengano controllate. Se i dati dimostreranno che si tratta di normali dinamiche del sistema, ne prenderemo atto. Se invece emergeranno criticità nelle procedure, negli indirizzi organizzativi, nel triage, nel dispatch o nel modello gestionale, sarà necessario intervenire e valutare anche l’adeguatezza dell’attuale gestione della macroarea.
Un sistema di emergenza-urgenza efficiente non si misura soltanto dal numero di ambulanze che riesce a inviare, ma dalla capacità di garantire la risorsa appropriata nel luogo e nel momento necessari, mantenendo allo stesso tempo una risposta adeguata alle chiamate successive. È su questo che chiediamo chiarezza.
In assenza di risposte concrete, ci riserviamo di attivare le iniziative previste dalla normativa vigente, compresa la proclamazione dello stato di agitazione e le eventuali successive procedure di mobilitazione e sciopero, nel rispetto delle norme che regolano i servizi pubblici essenziali”.








