La chiusura per 42 giorni del pronto soccorso dell’ospedale Piemonte rischia di aumentare la pressione sugli altri presidi di Messina. Il pronto soccorso, che fa capo all’Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico Centro Neurolesi Bonino Pulejo , fermerà l’attività dal 31 agosto all’11 ottobre per consentire lavori urgenti sugli impianti, in particolare nelle aree di Cardiologia e dell’Unità di terapia intensiva cardiologica.
Durante quelle settimane il Papardo e il Policlinico universitario dovranno assorbire una parte consistente degli accessi. Una situazione che preoccupa soprattutto il Papardo, dove l’organico dell’emergenza-urgenza registra già una carenza di personale. Per questo Catena Di Blasi, direttore generale dell’Azienda ospedaliera Papardo, ha portato oggi, 26 agosto, la questione all’assessorato regionale della Salute.
“Siamo tra le strutture direttamente coinvolte e siamo già in sofferenza perché abbiamo un personale sottodimensionato rispetto agli standard qualitativi previsti. Con la chiusura del Piemonte una parte consistente dell’affluenza arriverà inevitabilmente al Papardo e al Policlinico. Cambia l’organizzazione dell’emergenza in tutta la città e dobbiamo affrontare questo periodo con organici che già oggi non rispondono pienamente alle necessità”, dichiara Di Blasi.
“Il pronto soccorso del Piemonte registra in media circa 1.200 accessi al mese. Non penso che si divideranno esattamente a metà tra Papardo e Policlinico, ma è evidente che una parte importante arriverà da noi. Parliamo di centinaia di pazienti in più in una struttura che già oggi deve fare i conti con una carenza nell’emergenza-urgenza“, aggiunge.
Per il direttore generale, una soluzione per fronteggiare l’emergenza potrebbe essere che il Centro Neurolesi distribuisca temporaneamente parte del personale del pronto soccorso del Piemonte tra gli ospedali che dovranno sostenere l’aumento degli accessi.
“Una parte del personale dovrà naturalmente continuare a garantire le attività che resteranno aperte al Piemonte. Ma chi durante la chiusura non potrà svolgere materialmente l’attività di pronto soccorso può dare supporto alle strutture vicine. Chiediamo una distribuzione equa delle risorse, perché Papardo e Policlinico dovranno affrontare direttamente le conseguenze di questa chiusura”, evidenzia.
Più accessi e meno margini
La situazione preoccupa anche per il numero di pazienti che il pronto soccorso del Papardo gestisce già nei momenti di maggiore afflusso e per le funzioni che l’ospedale assicura nella rete dell’emergenza messinese.
“Abbiamo avuto giornate con trenta pazienti già sistemati e altri trenta in attesa. Finché arrivano codici a bassa priorità possiamo organizzarci, ma il problema cambia quando entrano codici arancioni e rossi. Un paziente arancione può peggiorare rapidamente e trasformarsi in un rosso. Noi siamo sede della Centrale operativa del 118 e abbiamo anche l’elisoccorso. Riceviamo pazienti dalle isole, dalla zona nord e da altre aree del territorio. Se a questo flusso aggiungiamo anche una parte degli accessi del Piemonte, senza personale sufficiente diventa molto più difficile sostenere l’attività”, spiega Di Blasi.
“A questo si aggiunge un’altra criticità legata alla gestione dei pazienti psichiatrici. Dobbiamo infatti considerare anche i trattamenti sanitari obbligatori e tutte le emergenze psichiatriche che arrivano al nostro presidio. Nello stesso periodo chiuderà anche il Servizio psichiatrico di diagnosi e cura di Taormina e questo aumenterà ulteriormente il carico sul Papardo. Se crescono contemporaneamente gli accessi ordinari e quelli più complessi, la gestione può diventare molto difficile. Possiamo affrontare anche problemi logistici e di posti letto, ma sull’emergenza-urgenza non possiamo permetterci di ridurre la capacità di risposta“, rimarca.
Il confronto con l’assessore
Al termine dell’incontro con l’assessore regionale della Salute Marcello Caruso, Di Blasi riferisce di avere trovato disponibilità ad approfondire la richiesta avanzata dal Papardo.
“L’assessore ha ascoltato le nostre richieste e si è reso disponibile a verificare subito la situazione. C’è la volontà di approfondire le possibili soluzioni e capire come intervenire prima dell’avvio della chiusura. Adesso attendiamo che questo confronto produca una risposta concreta per garantire continuità all’emergenza-urgenza cittadina”, conclude Di Blasi.








