L’obesità rappresenta uno dei principali problemi di salute pubblica a livello mondiale ed è in costante e preoccupante aumento. Il 59% degli adulti europei e quasi 1 bambino su 3 è in sovrappeso o è affetto dall’obesità.
Gli obesi, rispetto agli individui normopeso, risultano maggiormente esposti all’insorgenza di numerose malattie, tra cui quelle correlate alla tiroide. D’altro canto l’ipotiroidismo ha tra le sue conseguenze anche quella dell’aumento del peso, ma non significa che sia in grado di generare una vera e propria obesità.
Il legame
La profonda connessione che si pensa abbiano la tiroide e l’obesità riguarda gli ormoni tiroidei che sono infatti coinvolti nella regolazione del metabolismo basale (il dispendio di energia necessario per mantenere le funzioni vitali) e della termogenesi (processo metabolico di produzione di calore da parte dell’organismo), svolgendo, di conseguenza, un ruolo importante nel metabolismo dei lipidi e del glucosio, nell’assunzione di cibo e nell’ossidazione dei grassi.
“Ad oggi le pubblicazioni ci dicono che c’è un rapporto eziopatogenetico quantomeno duale, cioè che obesità e tiroide possono condizionarsi a vicenda“, spiega Carlo Casile, direttore della UOSD di Endocrinologia e malattie del ricambio dell’Azienda Ospedaliera Papardo di Messina e referente dell’Associazione Medici Endocrinologi AME in Sicilia.
“Dal punto di vista diagnostico questo è importante appurare anche perché può determinare le successive scelte terapeutiche – prosegue -. Quindi è importante intanto fare una corretta diagnosi, spesso non si arriva nemmeno a questo e poi successivamente impostare una terapia corretta. Oggi abbiamo degli strumenti e dei farmaci nuovi che ci permettono di affrontare meglio il problema che deve essere seguito e non lasciato a combattere questa guerra con un sovrappeso e l’obesità”.







