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Tagli Pnrr Sanità, Lucchesi (Cgil): “140 milioni di euro in meno per la Sicilia” CLICCA PER IL VIDEO

lunedì 15 Aprile - 2024 | di Giorgia Görner Enrile | Categorie: News ed eventi, Video

Il Pnrr è diventato, per il governo Meloni, il piano nazionale ritardi e rinvii, specialmente a causa dei vari tagli che vengono fatti in Sanità.

La scorsa settimana, infatti, sono stati annunciati: meno 510 milioni per il rinnovamento degli ospedali, meno 132 milioni per l’innovazione sanitaria, meno 34 milioni per il sistema salute, ambiente e clima.

Le conseguenze per la Sicilia

“Mancheranno all’incirca 140 milioni di euro che servivano per ristrutturare tutta una serie di strutture ospedaliere distribuire dalle varie province siciliane e quindi mettere in sicurezza gli stessi ospedali che dovrebbero essere, appunto, un presidio di sicurezza e che oggi non si sa quale sarà il futuro”. A spiegarlo Francesco Lucchesi della segreteria regionale della Cgil mostrando preoccupazione.

“Attraverso la rimodulazione della missione 6 del Pnrr sono saltate ulteriori risorse, circa il 10%, per la costruzione della cosiddetta medicina territoriale: case e ospedali comunità, centrali operative territoriali e messa in sicurezza delle strutture sanitarie – prosegue -. Siamo fortemente preoccupati perché lo Stato non dà notizie precise. Non sappiamo come, ad esempio, faranno quelle aziende che hanno già aderito al fondo edilizia sanitaria e che hanno messo in campo dei progetti per la realizzazione di alcune strutture ospedaliere. Chiediamo quindi a Schifani di alzare la voce ed avere chiarimenti”.

Nell’Isola sono state avviate procedure per 1,863 miliardi pari al 10,7% del valore complessivo dei progetti e 591 milioni il valore delle risorse aggiudicate, pari al 3,4%.

“In merito alla transizione digita, anche qui, gli obiettivi erano da raggiungere nel giugno 2024, ma slittano al 2026. Questo comporta ritardi anche rispetto alle liste di attesa aggiunge –. Le strutture proseguiranno con macchinari vetusti e poco performanti rispetto a nuove Tac, risonanze magnetiche più performanti”.

Carenza medici

“I nuovi manager hanno avviato stabilizzazioni e bandi, ma non tutti. Si aspetta l’abbattimento delle rette di spesa per l’assunzione di nuova personale – conclude –. Anche perché i bandi per l’assunzione di medici stranieri non sta andando come dovrebbe. 100 su oltre mille da coprire”.

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