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Responsabilità professionale: la Camera approva sei mozioni

venerdì 12 Gennaio - 2024 | di Giorgia Görner Enrile | Categorie: Lavoro, News ed eventi

 Respiro di sollievo per i medici.

L’Aula della Camera ha approvato sei mozioni di maggioranza e opposizione in materia di disciplina della responsabilità professionale degli operatori sanitari e per il superamento delle criticità connesse alla carenza di organico del personale.

Seppur con diverse modifiche apportate dal governo, le mozioni hanno impegnato il governo su numerosi punti, a partire dalla necessità di ulteriori assunzioni, dal miglioramento delle condizioni economiche e contrattuali degli operatori sanitari, dal valutare l’opportunità di introdurre un trattamento economico differenziato per alcuni specializzandi o altre modalità utili a sopperire alla carenza di infermieri e di medici specializzati in alcuni ambiti.

E poi ancora, ad adottare in tempi rapidi i decreti attuativi previsti dalla legge Gelli dello scorso 2017; a definire in maniera chiara cosa intendere per “colpa grave”, attivare dove necessario il funzionamento della struttura di risk management già prevista dalla stessa legge Gelli; limitare la responsabilità penale dell’esercente la professione sanitaria, modificando l’articolo 590-sexies del codice penale; e introdurre, accanto al ricorso alla via giudiziaria, un sistema di risoluzione “alternativo” delle controversie.

I medici

“Bene la mozione sulla revisione della colpa medica, ma ora serve subito lo scudo penale in attesa delle modifiche alla legge Gelli“, ha dichiarato il segretario Nazionale Anaao Assomed, Pierino Di Silverio.

“Per quanto riguarda il personale, è necessario prevedere da subito la defiscalizzazione dell’indennità di specificità e l’abolizione tetto di spesa. Così si potrà evitare un inverno di proteste e iniziare il dialogo per rendere la professione appetibile e per salvare il Ssn prosegue -.Occorre poi aumentare lo stipendio degli specializzandi oggi ossatura del Ssn e discriminati in termini di valore. Unica strada è concedere loro contratto di formazione con tutele e diritti”.

“Sono 300mila le cause per presunta colpa medica che giacciono nei Tribunali, 35mila le richieste di risarcimenti. Il 90% delle cause finisce in un’assoluzione. Gravi le conseguenze sulla vita professionale e privata del medico ingiustamente accusato, rilevanti le ripercussioni in termini economici sul Servizio sanitario nazionale – evidenzia FilippoAnelli, presidente della Fnomceo –. L’assenza di serenità dei medici sul lavoro è un dato di fatto, causato dalla carenza di personale ma anche dalla paura di essere denunciati dai pazienti. In Italia, infatti, l’errore commesso dal medico può essere sanzionato anche penalmente come accade in pochissimi altri Paesi nel mondo”.

“Ci aspettiamo ora che tutto questo si traduca in azioni concrete ed efficaci, che sfocino in un provvedimento lungamente atteso, che porti l’Italia al passo degli altri paesi europei, depenalizzando l’atto medico, fermo restando il diritto dei cittadini a un giusto e rapido risarcimento –  conclude -. La Fnomceo è pronta a dare il suo contributo e a mettere a disposizione le sue competenze“.

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